Ranzo S.Abbondio, il giorno dopo il rogo: indagini in corso e pericolo sventato
GAMBAROGNO – Un odore acre di bruciato che appesta l’aria e una distesa di legna carbonizzata. Si presenta così, oggi, l’area attorno alla stazione ferroviaria di Ranzo-Sant’Abbondio, all’indomani del violento incendio che ha distrutto il magazzino in legno delle FFS.
Dello stabile, affittato a una ditta locale del Gambarogno, resta ormai solo cenere. Ieri, intorno a mezzogiorno, le fiamme hanno divorato la struttura in pochissimo tempo, richiedendo l’intervento massiccio dei vigili del fuoco.
Sul posto sono oggi incursori i periti della Polizia Cantonale per i rilievi tecnici. Gli specialisti stanno setacciando le macerie alla ricerca del punto d'innesco del rogo. Al momento le bocche sono cucite: sul tavolo ci sono molte ipotesi e ancora nessuna certezza. Saranno gli accertamenti scientifici e i verbali di polizia a stabilire l'esatta dinamica e a chiarire se si sia trattato di un guasto tecnico, di una fatalità o di un atto doloso.
Sventato il disastro elettrico
Mentre si contano i danni materiali, l'attenzione si sposta anche su quello che avrebbe potuto essere e fortunatamente non è stato. Il bilancio dell'incendio avrebbe infatti potuto assumere proporzioni ben peggiori. Il magazzino sorgeva a pochissima distanza da un importante trasformatore elettrico delle FFS. Il tempestivo e strategico lavoro dei pompieri ha permesso di isolare le fiamme, salvando l'infrastruttura energetica ed evitando il blocco prolungato della linea e blackout prolungati nella zona.




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