Prima del petrolio: la cronaca dei grandi caldi e delle siccità nei secoli passati
Il cambiamento climatico antropico attuale non ha precedenti per velocità, ma la storia della Terra ha già conosciuto periodi di caldo estremo e siccità devastanti, legati a cicli naturali e anomalie solari. Attraverso i diari dei monaci amanuensi, i registri delle parrocchie e lo studio degli anelli degli alberi (dendroclimatologia), gli storici hanno ricostruito stagioni in cui la terra si spaccò e i grandi fiumi europei sparirono quasi completamente.
1. Il Periodo Caldo Medievale (950 – 1250 d.C.)
In questa epoca, le temperature nell'emisfero nord subirono un innalzamento naturale dovuto a un'intensa attività solare e alla mancanza di eruzioni vulcaniche.
- Viti in Groenlandia e ulivi al Nord: Durante questa fase, le temperature erano così miti che i Vichinghi colonizzarono la Groenlandia (chiamandola "Terra Verde") e in Inghilterra si coltivava la vite. In Italia, la coltivazione dell'ulivo si spinse molto più a nord rispetto ai confini tradizionali, raggiungendo le valli alpine.
- La grande secca del 1137: Una delle estati più feroci del Medioevo. Le cronache europee riportano che il fiume Reno in Germania poteva essere attraversato a piedi. In Italia, la Pianura Padana subì mesi di totale assenza di piogge, distruggendo i raccolti di cereali e causando gravissime carestie.
2. Le anomalie del Rinascimento: il Cinquecento
Il XVI secolo, pur trovandosi all'inizio della Piccola Era Glaciale, fu interrotto da alcune delle estati più calde e secche mai documentate nella storia del continente.
- Il cataclisma idrico del 1540: Considerata dagli storici del clima come la peggiore siccità dell'ultimo millennio in Europa. Non piovve quasi mai per ben 11 mesi consecutivi. Il fiume Po si ridusse a un rigagnolo di fango e il livello del Lago di Costanza scese a livelli mai visti prima. I boschi europei presero fuoco spontaneamente dalla Spagna alla Polonia, e i fiumi navigabili d'Europa si seccarono del tutto, bloccando i commerci per mesi.
- L'estate del 1556: Un altro anno d'inferno per la penisola italiana. Le cronache dell'epoca descrivono fontane e pozzi completamente asciutti a Roma e Firenze. Il caldo fu così intenso e prolungato che portò alla proliferazione di epidemie nelle città a causa della mancanza di igiene e dell'acqua stagnante.
3. Il "Secolo di Ferro" e l'Illuminismo (1600 - 1700)
Nonostante il clima generale fosse più freddo, i blocchi anticiclonici estivi crearono picchi di siccità estrema.
- La siccità del 1616: Il fiume Po toccò una delle sue magre storiche più documentate dell'antichità. A Torino e Ferrara era possibile camminare sul letto del fiume. La mancanza di mulini ad acqua funzionanti (essendo i fiumi sechi) impedì la macinazione del grano, provocando la fame anche dove il grano era stato raccolto.
- Il picco del 1718: Secondo i registri meteorologici della neonata rete di osservazione parigina, l'estate del 1718 fu così rovente che nella sola Francia morirono migliaia di persone per colpi di calore, con temperature stimate vicine ai 40 °C in aree solitamente miti.
4. Il XIX secolo e le prime misurazioni scientifiche
Con l'invenzione dei primi termometri moderni, i dati da aneddotici diventarono scientifici.
- I record del luglio 1800: In Italia si registrò un'ondata di caldo eccezionale. A Bologna e Milano i termometri dell'epoca segnarono valori equivalenti ai nostri 38-39 °C per settimane, un dato impressionante per l'epoca pre-industriale.
- La grande estate del 1846: Questo anno fu caratterizzato da un caldo precoce e da una siccità agraria devastante in tutta Europa. La mancanza di acqua distrusse i raccolti di patate e cereali, esacerbando la crisi economica e sociale che portò poi alle rivoluzioni europee del 1848.
Nessun commento:
Posta un commento