Uso liturgico e per attività culturali Una revisione e un parziale ampliamento. Per l’organo della chiesa parrocchiale di San Carlo Borromeo a Magadino è giunta l’ora della svolta: il Consiglio comunale di Gambarogno, nella sua prossima seduta, sarà chiamato ad accordare un credito di 420mila franchi al Municipio per procedere
laRegione22 settembre 2026
agli importanti lavori sullo strumento, utilizzato anche nell’ambito del Festival internazionale di musica organistica. La rassegna, lo ricordiamo, nel 2027 delizierà il pubblico con la sua 75esima edizione consecutiva. Non verrà effettuata unicamente una manutenzione approfondita, “ma una rivisitazione che permetterà di conservare l’organo in piena efficienza, garantendo quindi la conservazione di un bene culturale di particolare pregio e assicurandone la piena funzionalità per le future generazioni”, indica il Municipio nel testo che accompagna la richiesta del credito. Dopo oltre sessant’anni dall’ultimo intervento sostanziale, l’organo necessita di una revisione generale. “L’impianto originale, costruito da Natale Balbiani nel 1902, è stato una prima volta rivisitato nel 1950/51, conservando la fonica del Balbiani, e in seguito sottoposto a trasformazioni e manutenzioni nel 1965 e nel 1987 – indicava, in una valutazione del 2023, la ditta Mascioni, scelta per eseguire le mille ore di lavoro necessarie per la revisione e l’ampliamento del monumento –. Il progetto non prevede varianti estetiche allo strumento che resterà suonabile dalla sua consolle in cantoria, opportunamente modificata, in modo da conservarne l’originale configurazione”. La valutazione tecnica della ditta Mascioni evidenziava, in particolare, il deterioramento di componenti in pelle e materiali deperibili; l’usura dell’impianto trasmissivo; fenomeni di ossidazione; alterazioni della resa fonica dovute al naturale invecchiamento dello strumento. Ne erano emerse diverse varianti di restauro. Il Municipio, dopo essersi consultato con l’associazione del Festival internazionale di musica organistica, la locale Parrocchia e il Patriziato, ha scelto l’opzione che comprende “revisione e ampliamento dell’organo, mantenendo l’attuale consolle, ma con l’implementazione di nuovi registri e con un importante aggiornamento tecnico che permetterà di estendere il repertorio e adeguarsi all’evoluzione musicale”. Una soluzione, a detta del medesimo Esecutivo, che “garantisce il miglior equilibrio tra conservazione dello strumento, miglioramento delle sue potenzialità e sostenibilità finanziaria. La sola revisione conservativa non garantirebbe infatti un adeguato mantenimento qualitativo nel medio-lungo termine né permetterebbe di correggere limiti fonici oggi riconosciuti anche dagli specialisti”. Il costo dell’intervento è di 420mila franchi: il Municipio chiede il credito per l’intero investimento, poiché il Comune è proprietario dell’organo e assume perciò il ruolo di committente dell’opera. Tuttavia la partecipazione netta massima è di 200mila franchi. Il resto, secondo uno specifico accordo finanziario, sarà coperto dal Patriziato di Magadino (100mila franchi), dall’Associazione Festival internazionale di musica organistica (50mila) e dalla Parrocchia di San Carlo (10mila). Il Cantone, dal canto suo, verserà 46’800 franchi, mentre sono attesi “sussidi di terzi” per almeno 13’200 franchi. “Assieme agli altri enti coinvolti, continueremo la ricerca di ulteriori contributi presso fondazioni, enti pubblici e privati e altri potenziali finanziatori – indica il Municipio –. Abbiamo già avviato i primi contatti esplorativi con possibili finanziatori, le cui richieste potranno essere formalizzate solo dopo la decisione del Consiglio comunale”. Resta implicito che “l’avvio dei lavori è subordinato al raggiungimento della copertura finanziaria complessiva”. Una delle prossime tappe sarà l’assegnazione formale dei lavori alla ditta Mascioni, con messa in cantiere dell’opera (verosimilmente nel 2027). La chiesa di San Carlo ospita fin dall’inizio del secolo scorso uno strumento destinato al servizio liturgico e all’attività musicale. L’organo ha assunto negli anni un ruolo centrale nello sviluppo del Festival internazionale di musica organistica di Magadino. Il 23 aprile 2018 il Consiglio comunale ha approvato l’atto di cessione al Comune della piena proprietà dello strumento. Con l’intervento previsto ora dal Municipio si intende “salvaguardare un bene storico e culturale destinato sia all’uso liturgico sia ad attività culturali aperte al pubblico”. Article Name:Organo di Magadino, suona l’ora della svolta Publication:laRegione Section:LOCARNO E VALLI Author:Di Serse Forni Start Page:10 End Page:10
agli importanti lavori sullo strumento, utilizzato anche nell’ambito del Festival internazionale di musica organistica. La rassegna, lo ricordiamo, nel 2027 delizierà il pubblico con la sua 75esima edizione consecutiva. Non verrà effettuata unicamente una manutenzione approfondita, “ma una rivisitazione che permetterà di conservare l’organo in piena efficienza, garantendo quindi la conservazione di un bene culturale di particolare pregio e assicurandone la piena funzionalità per le future generazioni”, indica il Municipio nel testo che accompagna la richiesta del credito. Dopo oltre sessant’anni dall’ultimo intervento sostanziale, l’organo necessita di una revisione generale. “L’impianto originale, costruito da Natale Balbiani nel 1902, è stato una prima volta rivisitato nel 1950/51, conservando la fonica del Balbiani, e in seguito sottoposto a trasformazioni e manutenzioni nel 1965 e nel 1987 – indicava, in una valutazione del 2023, la ditta Mascioni, scelta per eseguire le mille ore di lavoro necessarie per la revisione e l’ampliamento del monumento –. Il progetto non prevede varianti estetiche allo strumento che resterà suonabile dalla sua consolle in cantoria, opportunamente modificata, in modo da conservarne l’originale configurazione”. La valutazione tecnica della ditta Mascioni evidenziava, in particolare, il deterioramento di componenti in pelle e materiali deperibili; l’usura dell’impianto trasmissivo; fenomeni di ossidazione; alterazioni della resa fonica dovute al naturale invecchiamento dello strumento. Ne erano emerse diverse varianti di restauro. Il Municipio, dopo essersi consultato con l’associazione del Festival internazionale di musica organistica, la locale Parrocchia e il Patriziato, ha scelto l’opzione che comprende “revisione e ampliamento dell’organo, mantenendo l’attuale consolle, ma con l’implementazione di nuovi registri e con un importante aggiornamento tecnico che permetterà di estendere il repertorio e adeguarsi all’evoluzione musicale”. Una soluzione, a detta del medesimo Esecutivo, che “garantisce il miglior equilibrio tra conservazione dello strumento, miglioramento delle sue potenzialità e sostenibilità finanziaria. La sola revisione conservativa non garantirebbe infatti un adeguato mantenimento qualitativo nel medio-lungo termine né permetterebbe di correggere limiti fonici oggi riconosciuti anche dagli specialisti”. Il costo dell’intervento è di 420mila franchi: il Municipio chiede il credito per l’intero investimento, poiché il Comune è proprietario dell’organo e assume perciò il ruolo di committente dell’opera. Tuttavia la partecipazione netta massima è di 200mila franchi. Il resto, secondo uno specifico accordo finanziario, sarà coperto dal Patriziato di Magadino (100mila franchi), dall’Associazione Festival internazionale di musica organistica (50mila) e dalla Parrocchia di San Carlo (10mila). Il Cantone, dal canto suo, verserà 46’800 franchi, mentre sono attesi “sussidi di terzi” per almeno 13’200 franchi. “Assieme agli altri enti coinvolti, continueremo la ricerca di ulteriori contributi presso fondazioni, enti pubblici e privati e altri potenziali finanziatori – indica il Municipio –. Abbiamo già avviato i primi contatti esplorativi con possibili finanziatori, le cui richieste potranno essere formalizzate solo dopo la decisione del Consiglio comunale”. Resta implicito che “l’avvio dei lavori è subordinato al raggiungimento della copertura finanziaria complessiva”. Una delle prossime tappe sarà l’assegnazione formale dei lavori alla ditta Mascioni, con messa in cantiere dell’opera (verosimilmente nel 2027). La chiesa di San Carlo ospita fin dall’inizio del secolo scorso uno strumento destinato al servizio liturgico e all’attività musicale. L’organo ha assunto negli anni un ruolo centrale nello sviluppo del Festival internazionale di musica organistica di Magadino. Il 23 aprile 2018 il Consiglio comunale ha approvato l’atto di cessione al Comune della piena proprietà dello strumento. Con l’intervento previsto ora dal Municipio si intende “salvaguardare un bene storico e culturale destinato sia all’uso liturgico sia ad attività culturali aperte al pubblico”. Article Name:Organo di Magadino, suona l’ora della svolta Publication:laRegione Section:LOCARNO E VALLI Author:Di Serse Forni Start Page:10 End Page:10

Si lascia scadere il credito per il nuovo bussino scolastico, e si approvano tanti soldi per 2 settimane di concerto annuali... Dove sono le priorità?
RispondiEliminaPrima di chiedere «dove sono le priorità», sarebbe utile leggere attentamente l’articolo e riconoscere che il valore di un bene culturale non si misura contando i giorni di concerto.
RispondiEliminaL’organo di Magadino è un patrimonio storico di proprietà comunale, legato a un Festival internazionale prossimo alla 65ª edizione. Ridurlo a «due settimane di concerti» rivela una concezione piuttosto povera della vita di una comunità, come se tutto ciò che non soddisfa un bisogno materiale fosse superfluo.
Per precisione, poi, l’onere netto massimo per il Comune sarà di 200mila franchi, non 420mila. Il resto verrà dagli altri enti e contributi, con l’avvio dei lavori subordinato alla copertura finanziaria completa.
Sul bussino scolastico è legittimo chiedere spiegazioni. Usarlo per screditare un investimento culturale è invece una polemica tanto facile quanto fuori bersaglio. Una comunità ha bisogno di servizi, ma anche di storia, musica e identità. Conoscere il prezzo di tutto non significa comprenderne il valore.