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mercoledì 26 ottobre 2016

Base Forze aeree, Ponti si congeda

Aveva assunto la conduzione della base ‘culla’ dei nostri piloti militari e degli esploratori paracadutisti nel 1993. Locarnese il successore. Da la regione TI-PRESS/GOLAY Storia di una passione diventata professione Il comandante uscente racconta di com’è cresciuta la struttura dal ’93 ad oggi, della sua carriera e del dialogo
aperto e leale con le realtà istituzionali circostanti. Gli succede Martin Hösli. Cambio in alta quota alla Base aerea di Locarno-Magadino dove venerdì prossimo, alla presenza di autorità militari e civili, il comandante Tiziano Ponti passerà il testimone al suo successore, il parigrado colonnello Martin Hösli. Nato e cresciuto in Ticino, pilota di Mirage e, in seguito, della Swissair, Hösli era responsabile della formazione di volo strumentale (dei piloti) a Magadino. Con quali sentimenti? Da una parte mi sento pienamente appagato, dall’altra nutro un certo rimpianto perché sto per concludere una carriera che, prima di tutto, è stata una grande passione. Oltre al volo, negli ultimi 15 anni ho avuto la fortuna di poter contribuire alla ricostruzione dell’aeroporto da zero grazie ad investimenti che, raggruppati, sono dell’ordine dei 100 milioni di franchi. Siamo passati da provvisorie baracche in legno a strutture confacenti alle esigenze di una moderna istruzione. I cambiamenti non si sono limitati ai soli complessi ricettivi: il discorso abbraccia anche il settore tecnologico. Penso in particolare ai simulatori di volo PC-7 e ai progetti, attualmente in corso, di ammodernamento del sistema radar. Stiamo progettando, primi in Svizzera, un dispositivo di sorveglianza aerea basato sulla tecnica di localizzazione della multilaterazione. Quale consiglio si sente di dare al suo successore? Di essere flessibile e di fare di tutto per mantenere vivo questo spirito di apprezzamento diffuso nei confronti del nostro aeroporto. Con un occhio di riguardo su ciò che è il nostro rapporto/impatto con la popolazione. Essere inoltre un buon mediatore e tenere sempre ben presente in quale contesto noi operiamo. Tra i velivoli che ha pilotato, ce n’è uno che l’appassionava più degli altri? Direi il jet. L’elicottero ha le sue peculiarità, ti mette a contatto con la gente perché atterri, dialoghi, trasporti materiale, ti rendi utile. Ti consente anche di vedere il territorio da vicino, di apprezzarne angoli magnifici e difficilmente raggiungibili. Ma la vera sensazione del volo te la dà solamente il jet: potenza, velocità ed energia cinetica ti permettono la piena padronanza della terza dimensione. L’aereo diventa una sorta di propagazione del tuo pensiero e l’estensione alata del tuo corpo che si posiziona quasi senza limiti nello spazio aereo. Con quali occhi guarderà, d’ora in poi, gli aerei volteggiare sopra la pista di Magadino? Con lo stesso sguardo col quale, da bambino, a Quartino, osservavo i vecchi Bücker sorvolare casa mia. Penserò sempre alle bellissime emozioni e sensazioni che solo il volo ti può trasmettere. Mi mancherà il fatto di non poter più contemplare il nostro territorio dall’alto. Un territorio magnifico!

1 commento:

Anonimo ha detto...

Ben arrivato nella categoria dei pensionati.....

IL BELLO COMINCIA ORA