giovedì 27 ottobre 2016

Un centinaio di sacchi di diverso colore?



Di Cleto Ferrari, granconsigliere Indipendente


Forse non se ne sono ancora resi conto tutti ma la vita in Ticino è evidentemente troppo cara. Negozi che chiudono nei centri di Lugano, Locarno e Bellinzona. Trend del turismo da anni in contrazione e con un tasso di fidelizzazione sempre più basso. Ristoranti spesso deserti. Una fetta della popolazione che va fuori confine a fare festa e acquisti. Prima o poi anche l’apparato politico dovrebbe prenderne
atto e privilegiare la vita nel paese, il borsellino dei cittadini, al posto di sterili scontri di facciata. È tempo di mettere in primo piano l’efficienza e portare soluzioni sostenibili che mettano l’accento anche sul lato finanziario. Per lo smaltimento dei rifiuti, in nome dell’ambiente siamo spreconi e ingerliamo (caricare la gerla) spese e compiti come sempre sulle spalle dei cittadini. Nel piccolo Ticino presto potremmo arrivare ad avere poco meno di un centinaio di sacchi della spazzatura di diverso colore e prezzo e impiegati comunali che butteranno tempo per verificare se dai comuni confinanti arrivano sacchi di un altro colore. Infatti fra qualche giorno il parlamento ticinese dovrà chinarsi sul tema rifiuti e le soluzioni avanzate prevedono niente di innovativo. Peccato! In questo caso di premesse per una soluzione maggiormente efficiente dell’attuale nel sistema di raccolta ci sarebbero e nell’interesse di tutto il cantone e dell’ambiente. Dopo tutto di menti pensanti al caldo non ne mancano. È stato costruito un unico inceneritore con un investimento di oltre duecento milioni. Una struttura molto efficiente e con i più moderni standard tecnologici. Eppure a Giubiasco arriveranno tanti sacchi di colore diverso. Non arriverà un sacco unico uguale per tutti. Ma un altro aspetto preoccupa. Si tende a voler coprire sempre di più con le tasse e sempre di meno con le imposte i costi di raccolta dei rifiuti. Chi vigilerà sui costi praticati se nei budget comunali figurano praticamente come partita di giro? L’attenzione scemerà! Allora chi proteggerà le economie domestiche dagli eccessi? Il controllo della spesa passerà in secondo piano e quando si spenderà troppo si finirà coll’aumentare anche le tasse dei rifiuti. Già oggi emerge la sensazione che dietro al tema gestione rifiuti ci sia parecchio gnam gnam e poca efficienza. In nome dell’ecologia non è opportuno aprire armadi. Tutto è ok. Costi e tratte di trasporto ballerine mi fanno pensare che forse dopo l’asfaltopoli potrebbe esserci anche la raccoltopoli; ma tanto sono spese coperte! Da chi? Dal cittadino che ci mette soldi e tempo. Le famiglie per stare a galla devono già lavorare in due, di recente pagare due posteggi, inquinare meno, riciclare di più… e se resta tempo allevare bambini. E l’Ente pubblico? E le menti pensanti pagate per questo? Peccato, molto probabilmente ancora una volta perdiamo l’occasione per mostrare ai nostri cittadini che le tasse possono anche diminuire in questo cantone, visto che di nubi all’orizzonte non ne mancano. L’inquinamento non si ferma nel comune vicino! Lo si può combattere solo con soluzioni su vasta scala e se si avranno le risorse necessarie. Quindi con efficienza, senza sprechi di risorse e che non pesino finanziariamente più del dovuto sui cittadini. Nel caso speci- fico non siamo nemmeno in grado di varcare la soglia comunale. Proprio niente di innovativo!

1 commento:

Anonimo ha detto...

Alcuni punti sono discutibili, ma in generale quanto scrive l'amico Cleto è giusto . La spugna bisogna anche inumidirla ...per poterla spremere , se secca non serve ......

G.Tell