martedì 9 maggio 2017

Bandiere levate in via Monte Boglia

Da un giorno all’altro sono sparite. Stando ai ben informati sarebbero state levate in segno di protesta. Stiamo parlando delle bandiere della Lega, che da più di vent’anni sventolano sul quartier generale di via Monte Boglia.

Dietro al giallo sembra ci sia lo zampino dell’ala barricadera del movimento, quella, per intenderci che ha lanciato il referendum contro la tassa sul sacco elaborata dal proprio ministro leghista Claudio Zali. Una battaglia, quella contro il sacco, che fu già a suo tempo del fondatore del movimento, il Nano, da sempre contrario al “fetido balzello”.
E il gesto sarebbe proprio da ricondurre alla tassa. L’ala non avrebbe gradito l’articolo apparso domenica scorsa sul giornale di partito, il Mattino, dove 15 deputati, ovvero la maggioranza del gruppo in Gran Consiglio, si è schierato in favore della tassa sul sacco e del proprio ministro Zali.
E così subito dopo la pubblicazione i vessilli leghisti sono stati ritirati da via Monte Boglia, sempre stando ai ben informati, in memoria del Nano.
Insomma il fuoco cova sotto la cenere tra le due anime leghiste? Lo abbiamo chiesto al coordinatore della Lega Attilio Bignasca, che getta acqua sul fuoco e ci congeda dicendoci: “Abbiamo tolto le bandiere perché ogni tanto vanno lavate”.

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