domenica 25 giugno 2017

Filo di nota / E ora, signori delle Ffs, per prima cosa chiedete scusa


 Foto Ruby Richina e G. Lanini

Dal giornale del Ticino di Massimo Soncini.

   Mettiamo lì un “se”, un “se” minimo, solo perché a quell'area non si è ancora avuto modo di accedere - e chissà se ci permetteranno di farlo: si direbbe di no, si direbbe che sarà magari addotto qualche motivo di... sicurezza - dopo il danno che è evidente. E dunque:
“se” l'esondazione del riale Trodo (si sta parlando della notte scorsa, per i particolari vedasi in cronaca) nel Comune di Gambarogno frazione Quartino zona Cadepezzo ha una causa o una concausa nella presenza del cantiere per il raddoppio della linea ferroviaria da Cadenazzo a Luino, ci aspettiamo l'immediata e totale chiarezza su quanto accaduto e su quel che sta a monte dell'episodio, oltre che la risposta - puntuale, non evasiva, senza trucchi e senza inganni - ad alcuni interrogativi che tra i residenti nella zona serpeggiavano già varie settimane che venisse sospeso il servizio passeggeri su tale tratta, e più di preciso da quando erano stati avviati gli interventi propedeutici ai lavori di insediamento del cantiere per la posa del secondo binario (metri 2'700 in sviluppo lineare) tra la frazione Contone e la frazione Quartino. Perché, ameni signori delle Ffs, ameni professionisti che in un incontro “informativo” pubblico dell'ultim'ora vi eravate profusi in esortazioni e rassicurazioni circa il mirabile “impatto zero” dei cantieri istituiti da Cadenazzo a Dirinella, qui risulta che la tracimazione e gli allagamenti ed i disagi e quel che viene e che verrà di conseguenza da voi siano stati originati. Vedete questa foto? È una deviazione delle acque, buttata lì alla sanfasò, dall'alveo o nell'alveo del fiume Trodo; un'opera ingegneristica (tubo più sacchetti di sabbia, genius at work...) di cui qualche ingegnere sarà pur responsabile, e per di più uno sbarramento che solo chi non conosca il territorio e quel corso d'acqua a carattere torrentizio può aver concepito. Spiegazioni, allora. Spiegazioni, alla svelta. E, valendo il “se” di cui sopra, le scuse.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

La censura impera?
Nei media, nessuno ha citato la causa dello strarippamento del Trodo. Come mai?

Anonimo ha detto...


Nutro un'enorme dispiacere per le famiglie colpite da questa incresciosa situazione,
Un' l'ulteriore dimostrazione di quanto, un'esecutivo non sappia , per sua mano o per i propri tecnici , o per quelli delle FFS tutelare il proprio cittadino.
Ci fossimo trovati a combattere alluvioni o tempeste di maggior entità ? ...vi immaginate la gravità ??
mmhhhmm ....no non credo ci arrivate !
Povero il mio Gambarogno ..., pensavo che gli anni ti avessero migliorato, ma come soffri tu soffro io ..

ma ovunque sono ti vorrò sempre bene

WELCOME AFRICA








Cadepezz ha detto...

Eh sì le precipitazioni sono state abbondanti, ma chi abita a Quartino da una vita il Trodo lo conosce e sa che quando ci sono temporali questo torrente all'apparenza innocuo porta a valle detriti ti tutti i generi,sassi, legna, e altro.
Quindi è meglio che il suo corso sia sempre pulito e sgombero da impedimenti.
Altra nota ben presente nei Quartinesi è che il paese è nato sui depositi di alluvioni, basti provare a fare un buco nel terreno e ben presto affiora del materiale alluvionale, ottimo per del drenaggio, ma sicuramente non posato dai nostri avi ma fornito da madre natura.
Ora per i lavori di costruzione del secondo binario delle FFS degli ingegneri che sicuramente hanno studiato, ma la realtá come spesso accade si discosta dagli studi hanno pensato di costruire un diga con 4 tubi del diametro di metri 1.50 per incanalare l'acqua all'altezza del ponte ferroviario del Trodo, senza nemmeno rendersi conto che in quel punto l'argine di protezione è il più basso di tutto il corso del Trodo all'interno dell'abitato e arriva ad una altezza massima di metri 1, rispetto ai metri 2,50 o oltre ti tutto il resto dell'argine.
Quindi chiunque avrebbe capito che in caso forti piogge quell'incanalamento del Trodo sarebbe diventato molto pericoloso. E subito madre natura ha dimostrato che gli studi valgono sulla carta ma poi la realtá è diversa.
Ora si cerca di riparare agli errori fatti, e speriamo si riesca ad agire in tempo visto che la meteo non promette niente di buono.
Alle persone colpite dai danni provocati non rimane che rimboccarsi le maniche per pulire e sperare che i danni subiti vengano rimborsati dalle assicurazioni, comunque tutte le cose personali che sono andate distrutte con valori affettivi e personali nessuno li potrá piú rimborsare.
Grazie a Dio questo disastro ha generato solo danni materiali e nessun ferito, o peggio,quindi a chi di dovere è meglio che una riflessione se la faccia perché magari la prossima volta non è detto che il tutto si rolla con soli danni materiali......

A buon intenditor poche parole......