Il ritorno del lupo
Dopo essere stato quasi sterminato negli anni ’70, il lupo è tornato a popolare le Alpi grazie a leggi di protezione e a una maggiore sensibilità ambientale. Oggi la sua presenza rappresenta un segnale positivo per l’ecosistema: il lupo regola la popolazione di ungulati selvatici come cinghiali e caprioli, contribuendo all’equilibrio naturale.
Tuttavia, la convivenza con le attività umane non è sempre semplice.
Il problema per gli allevatori
Per chi vive di pastorizia, la perdita anche di pochi capi può significare un danno economico rilevante. Gli attacchi ai greggi generano paura, rabbia e senso di abbandono. È importante riconoscere queste difficoltà: la tutela del lupo non può prescindere dal sostegno concreto agli allevatori.
Proteggere il gregge: le soluzioni possibili
La buona notizia è che esistono strumenti efficaci per prevenire gli attacchi:
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Cani da guardiania (come il pastore maremmano-abruzzese)
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Recinzioni elettrificate mobili
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Sorveglianza attiva dei pascoli
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Indennizzi rapidi e adeguati in caso di danno
Queste misure, se applicate correttamente, riducono drasticamente le predazioni e permettono una convivenza più serena.
Una convivenza possibile
Il lupo non è un nemico, ma un elemento fondamentale della biodiversità. Allo stesso tempo, chi lavora con il bestiame non può essere lasciato solo. La soluzione non è l’eliminazione del predatore, bensì un equilibrio tra tutela ambientale e sostegno economico.
Proteggere il gregge significa difendere il lavoro dell’uomo. Proteggere il lupo significa salvaguardare la natura. La vera sfida del nostro tempo è riuscire a fare entrambe le cose.

Ci sono delle cose che non possono essere fatte entrambe.Sarebbe come far tirare un carro da 2 asini in opposta direzione.Per cui l'interesse preminente in questa situazione è l'allevatore, i suoi animali, le nostre montagne e i nostri pascoli. Non ci sono vie di mezzo
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