La pioggia caduta negli ultimi quattro giorni ha bagnato eccome boschi, orti e persone del Mendrisiotto. Precipitazioni intense, lo si è visto, ma non tali comunque da far tenere col fiato sospeso gli esperti – tranne qualche cittadino, vedi sotto – o da far temere il peggio. Diverso, certo, sarebbe stato lo scenario se anche sul Ticino si fosse rovesciata l’acqua che, al di là del confine, ha inondato la Liguria. In quel caso, anche a casa nostra avremmo dovuto fare i conti con « grossissimi disagi ». Ce lo dice un meteorologo come Fosco Spinedi .
Contro gli schiaffi del clima, dunque, non si può fare altro che cercare di non perdere di vista il territorio e far leva sulla prevenzione. Il cantone, già messo alla prova in passato, può comunque contare sul Noc, ovvero il Nucleo operativo catastrofe (vedi riquadro sotto), sempre pronto a intervenire là dove si consuma l’emergenza.I geologi, e Giorgio Valenti , geologo cantonale per primo, non si stancano mai di ripeterlo: la natura va rispettata. « E noi cerchiamo sempre di farlo presente, in ogni occasione e di fronte a ogni ‘tentazione’ di costruire pure dove sarebbe meglio non farlo. Anche perché, passato l’evento straordinario, si fa presto a dimenticarlo ». Non sempre, è bene dirlo, il disastro ambientale è colpa del malandazzo, e non tutto si può evitare, fa capire Valenti, ma è bene non smettere di dare del ‘lei’ a Madre natura. « In Ticino possiamo far riferimento a delle carte dei pericoli che ci segnalano dove si trovano i terreni più a rischio. E questo ci permette di monitorare la situazione e di cercare di intervenire al fine di mitigare i problemi e le conseguenze – con ripari e premunizioni –, soprattutto nei luoghi dove sussistono dei conflitti per la presenza di strade o costruzioni ».
Una volta di più, quindi si punta sulla prevenzione? « Esattamente. Non dimentichiamo, però, che ci troviamo in una zona alpina, a ridosso di pareti e all’apice di un ‘conoide’. Ci diamo da fare, anche se, sia chiaro – rendono attenti Valenti e Spinedi all’unisono – , non siamo assolutamente perfetti. È vero: rinaturiamo i riali e lasciamo più spazio possibile ai fiumi, in altre parole, possiamo dire che è stato fatto parecchio. Ma davanti ai pericoli naturali occorre prestare molta attenzione, sempre ».
Anche dalle nostre parti, c’è, in effetti, la sensazione che si sia cementificato troppo. Questo oggi può avere un peso sulla gestione del territorio? « Non come oltrefrontiera. Pensiamo solo alle opere che hanno accompagnato la costruzione dell’autostrada e delle strade cantonali » ci fa presente Valenti. Eppoi sul campo ci sono delle sentinelle particolari, gli stessi Comuni. Quei Comuni, fa notare Valenti, che sono i primi responsabili verso le proprie popolazioni. Chi più delle amministrazioni, d’altra parte, conosce il territorio? Vademecum le carte dei pericoli, alle amministrazioni è dato, peraltro, l’obbligo del primo intervento in caso di allarme, appoggiandosi ai mezzi e agli strumenti a disposizione. Ciò non toglie che anche i cittadini possono fare la loro parte. È un richiamo alla responsabilità individuale quello lanciato dal geologo Giorgio Valenti: « Ciascuno ha la sua dose di responsabilità nel modo di comportarsi durante un nubifragio o un altro evento meteorologico o ambientale ». A cominciare dalla buona abitudine di prestare attenzione ai bollettini meteo, fino al rispetto dell’habitat in cui viviamo.da la regione
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