Ci risiamo: non va mai bene niente?
Leggendo della petizione contro il progetto della passeggiata a lago nel delta di Vira, una domanda sorge spontanea: chi ha progettato questo intervento era forse uno sprovveduto?
E ancora: i tecnici, i pianificatori, il Municipio, il Cantone e tutti coloro che, a diversi livelli, hanno esaminato e inserito quest'opera nell'ambito del PALoc5 non si sarebbero accorti del valore paesaggistico e naturalistico di quest'area?
È certamente legittimo raccogliere firme, esprimere opinioni e chiedere modifiche. Ma non può diventare una regola che, ogni volta che un progetto arriva a un certo grado di maturazione, tutto venga rimesso in discussione come se il lavoro svolto fino a quel momento non avesse alcun valore.
Se il progetto presenta realmente delle criticità, queste vanno naturalmente corrette. Ma allora occorre anche chiedersi come sia stato possibile arrivare fin qui e chi abbia assunto le decisioni precedenti.
Oppure vi sono altri interessi da salvaguardare?
È questa la domanda che inevitabilmente nasce quando, dietro la bandiera della tutela del territorio, si chiede di bloccare un'opera già passata attraverso pianificazioni, studi e valutazioni.
Il Gambarogno ha certamente bisogno di proteggere il proprio paesaggio. Ma ha anche bisogno di poter progettare, decidere e realizzare.
Altrimenti il rischio è quello dell'immobilismo: tutti favorevoli alla valorizzazione del territorio, purché alla fine non si faccia nulla.
E allora sarebbe forse opportuno avere maggiore fiducia anche nelle competenze di chi è stato chiamato democraticamente e professionalmente a pianificare il futuro del nostro Comune.
Un cittadino Gambarognese
Caro cittadino Gambarognese, la raccolta firme annovera anche ex sindaci del comune (ex) di Vira, forse non proprio degli sprovveduti, che per finire chiedono un maggior coivolgimento.
RispondiEliminaE forse proprio chi scrive, ha degli interessi, e finchè a differenza delle firme raccolte con nomi riconoscibili ci si nasconde dietro l'anonimato, non lo sapremo mai.
Beata trasparenza....
È davvero rassicurante ricevere una lezione sulla trasparenza da qualcuno che si firma… “Anonimo”.
RispondiEliminaL’articolo è firmato “Cittadino gambarognese” perché chi scrive vive nel Gambarogno, ne conosce profondamente la realtà e del proprio paese ha vissuto — e conosce — vita, morte e miracoli.
Quanto agli ex sindaci, il loro passato incarico merita certamente rispetto, ma non trasforma automaticamente ogni loro opinione in una verità indiscutibile. Le firme sono riconoscibili, bene; sarebbe però altrettanto coerente che lo fosse anche chi accusa gli altri di nascondersi e di avere interessi personali.
Beata trasparenza… e, soprattutto, beata coerenza.
Mi fermo qui e non attendo ulteriori commenti anonimi e senz’anima: il tempo è troppo prezioso per sprecarlo in questo genere di discussioni.
Il cittadino gambarognese che si fa portavoce delle buone intenzioni dell'autorità e dell'ufficio tecnico chi è? Dov'era quando il progetto è stato pensato e calato dall'alto senza il minimo coinvolgimento della gente del posto?
RispondiEliminaTouche!
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