La Società di navigazione Lago di Lugano: ‘Non ci faremo da parte’
Replica e precisazioni alle critiche contenute nella lettera dei sindaci del Locarnese, che puntano sul passaggio alle Fart: ‘Non intendiamo piegarci’
La Società di navigazione Lago di Lugano (Snl) “non si farà da parte. Continuerà a lavorare, a rispettare gli accordi in essere e a tutelare i propri diritti e il proprio buon nome”. Sono le prime righe della replica alla lettera dei sindaci del Locarnese, anticipata da laRegione lo scorso 22 settembre.
Da la Regione
La Snl contesta nel merito i punti sollevati: “Si mescolano fatti, giudizi, procedimenti ancora aperti e semplici insinuazioni per costruire il teorema di un'azienda assediata e destinata a farsi da parte”. Uno degli aspetti sollevati è il fronte dei sindaci; fra i Comuni vi sono posizioni diverse e alcuni nutrono dubbi sull'ipotesi di passaggio del servizio alle Fart: “Non tutti i membri del Convivio hanno partecipato alla lettera – precisa Snl –. La nota che ci è stata trasmessa non reca nemmeno gli stemmi del Convivio, proprio perché non esprime una posizione unanime del Locarnese”.Detto ciò, Snl esprime perplessità sui modi di agire, da una parte apertura al dialogo, dall'altra anticipazioni sulla stampa: “È già accaduto pochi giorni fa con la presa di posizione dell'Ente regionale per lo sviluppo di Locarnese e Vallemaggia. Se si vuole davvero cercare una soluzione attraverso il confronto, la via normale è sedersi attorno a un tavolo, non costruire prima la pressione mediatica e chiedere poi all'interlocutore di farsi da parte”. Sui nove milioni di franchi definiti ‘sostegno finanziario pubblico’, Snl precisa che è scorretto e fuorviante: “Non sono un regalo. Le linee ordinate del trasporto pubblico funzionano attraverso il riconoscimento dei costi non coperti dai ricavi. È il normale meccanismo applicato alle imprese di trasporto che eseguono prestazioni ordinate dagli enti pubblici. La legislazione disciplina inoltre espressamente la destinazione degli eventuali risultati positivi attraverso riserve per la copertura di futuri disavanzi. Riserve che non sono nella disponibilità dell'azienda. In sostanza, è il Cantone a chiedere all'impresa di trasporto di svolgere un determinato servizio con precise cadenze. Se i ricavi conseguiti non coprono i relativi costi, interviene il meccanismo di copertura dei costi. Non si tratta quindi di nove milioni di franchi versati a pioggia”.CONTINUA A LEGGERE
La Snl contesta nel merito i punti sollevati: “Si mescolano fatti, giudizi, procedimenti ancora aperti e semplici insinuazioni per costruire il teorema di un'azienda assediata e destinata a farsi da parte”. Uno degli aspetti sollevati è il fronte dei sindaci; fra i Comuni vi sono posizioni diverse e alcuni nutrono dubbi sull'ipotesi di passaggio del servizio alle Fart: “Non tutti i membri del Convivio hanno partecipato alla lettera – precisa Snl –. La nota che ci è stata trasmessa non reca nemmeno gli stemmi del Convivio, proprio perché non esprime una posizione unanime del Locarnese”.Detto ciò, Snl esprime perplessità sui modi di agire, da una parte apertura al dialogo, dall'altra anticipazioni sulla stampa: “È già accaduto pochi giorni fa con la presa di posizione dell'Ente regionale per lo sviluppo di Locarnese e Vallemaggia. Se si vuole davvero cercare una soluzione attraverso il confronto, la via normale è sedersi attorno a un tavolo, non costruire prima la pressione mediatica e chiedere poi all'interlocutore di farsi da parte”. Sui nove milioni di franchi definiti ‘sostegno finanziario pubblico’, Snl precisa che è scorretto e fuorviante: “Non sono un regalo. Le linee ordinate del trasporto pubblico funzionano attraverso il riconoscimento dei costi non coperti dai ricavi. È il normale meccanismo applicato alle imprese di trasporto che eseguono prestazioni ordinate dagli enti pubblici. La legislazione disciplina inoltre espressamente la destinazione degli eventuali risultati positivi attraverso riserve per la copertura di futuri disavanzi. Riserve che non sono nella disponibilità dell'azienda. In sostanza, è il Cantone a chiedere all'impresa di trasporto di svolgere un determinato servizio con precise cadenze. Se i ricavi conseguiti non coprono i relativi costi, interviene il meccanismo di copertura dei costi. Non si tratta quindi di nove milioni di franchi versati a pioggia”.CONTINUA A LEGGERE
Nessun commento:
Posta un commento