lunedì 31 ottobre 2016

Mobilità delle merci e delle persone nel GAMBAROGNO del dopo AlpTransit: Sono indispensabili scelte che valorizzino il nostro territorio

La mobilità del Gambarogno si sviluppa attorno a soli due assi principali potenzialmente complementari: quello stradale litoraneo tra Luino Quartino con poi le diramazioni Cadenazzo e Riazzino e quello ferroviario sempre tra Luino e Quartino con poi il polo intermodale di Cadenazzo. Avremmo anche la possibilità lacustre di trasporto passeggeri ma la stessa può essere attrattiva ed economicamente sostenibile a livello utilitario prioritariamente per il collegamento delle due sponde o per le merci se dovessimo poter definire i luoghi di carico e scarico merci a lago. Mentre rimane molto importante a scopo turistico.

Una situazione molto semplice e chiara: Auto e passeggeri bus con la litoranea, pubblica su rotaia FFS.
Siamo comunque molto più fortunati e ben messi rispetto all’altra sponda del Verbano dove l’unico collegamento è la strada tra Canobbio e Ascona. Loro in una situazione di emergenza per interruzione stradale hanno testato la possibilità lacustre ma senza successo. Siamo anche molto meglio messi di chi ha tanti troppi accessi e valichi di confine compresa l’A2 come il Mendrisiotto. Regione in cui la gestione del traffico risulta essere molto complessa e costosa.
Il Gambarogno è un Comune che conta attorno ai 5000 domiciliati ed è ricco di case secondarie essendo regione lacustre con paesaggio incantevole a clima mite, ideale per il turismo e la residenza. D’estate il numero delle persone residenti supera le ventimila. Il Piano Regolatore presenta una buona contenibilità per cui possiamo parlare di un trend alla crescita di abitanti o almeno della presenza negli anni futuri di un potenziale di crescita non indifferente il che avrà ripercussione sui volumi di mobilità necessari.
In questo semplice scenario è importante pianificare a lungo termine una mobilità sostenibile e attrattiva per la regione.
Una buona mobilità interna e una buona raggiungibilità dall’esterno sono un indispensabile valore aggiunto.
I dati sono chiari. Sulla strada si registra un aumento del traffico di transito dovuto ai frontalieri, ai ticinesi che fanno la spesa in Italia e al trasporto di inerti insediatosi dopo la chiusura del silos Ferrari. Anche i movimenti interni sono in forte e costante aumento dovuti spesso anche alla manutenzione delle numerose abitazioni presenti e naturalmente ai residenti domiciliati e agli occupanti delle abitazioni secondarie. Abitazioni secondarie che grazie al prossimo risanamento della galleria del Gottardo saranno anche in futuro facilmente raggiungibili con mezzi motorizzati. La strada inizia già a dare segnali di saturazione in precise fasce orarie e di aumento dei movimenti durante tutte le ore dell’arco del giorno. Chiaramente in questo contesto il trasporto pubblico tramite bus presenta evidenti limiti potendosi trovare anche lui in colonna e non potendo evidentemente creare corsie preferenziali. 
In proiezione futura, per assicurare una mobilità efficiente e sostenibile ai residenti è indispensabile fare tutto il possibile per valorizzare la complementarietà dei due assi esistenti e quindi per dirottare il traffico di transito dalla strada sull’asse ferroviario, scoraggiando e disincentivando l’uso dell’asse stradale per spostarsi a lunga distanza tra Luino e Quartino. L’asse stradale dovrebbe diventare prioritariamente asse per la mobilità interna motorizzata e per la mobilità lenta; L’asse ferroviario attirare il transito di frontalieri e di chi si reca oltre confine per acquisti. Insomma per evitare la saturazione della strada e per poter utilizzare la strada anche per la mobilità lenta dobbiamo mettere l’attuale traffico di transito motorizzato sulla ferrovia. Non dimentichiamo che la regione è molto attrattiva per il turismo, per lo svago e per la residenza essendo il paesaggio incantevole e a clima mite. Un collegamento per la mobilità lenta sarebbe un valore aggiunto notevole in questo contesto turistico residenziale sul Verbano.
Non dimentichiamo che l’attuale asse stradale attraversa la maggior parte dei nuclei abitati del Gambarogno e del Luinese. L’interesse a portare il traffico di transito sulla ferrovia dovrebbe essere presente per entrambe le regioni coinvolte.


Con l’apertura di AlpTransit, attraverso il Ticino assisteremo ad una forte crescita del traffico merci. Ma sarà anche un collegamento veloce, privilegiato con il nord della Svizzera per i passeggeri. L’efficacia massima di AlpTransit, la otterremo fra 4 anni quando tutta una serie di cantieri presenti sulle linee d’oltralpe sarà conclusa. 

Non dimentichiamo che la maggior parte dei proprietari di residenze secondarie provengono d’oltralpe. Potremo pertanto salutare positivamente la complementarità del trasporto pubblico su rotaia e dall’A2 con il risanamento del tunnel.
Al momento unico dato sicuro per il Gambarogno l’abbiamo dal fatto che la linea ferroviaria sarà fortemente caricata dal traffico merci. Non dobbiamo però permettere che questo tipo di traffico cancelli le possibilità di un trasporto efficiente su rotaia anche dei passeggeri.
In questo contesto diventa fondamentale salvaguardare un orario ideale per il trasporto di chi ha esigenze di transito. È importante tenere ben presente che l’asse ferroviario raccorda tutte le principali zone industriali e artigianali del Locarnese e Bellinzonese. Fondamentale diventa un collegamento passeggeri efficienti nelle fasce orarie dalle 05 30 alle 08 30 e dalle 16 00 alle 19 00 dove dovremmo avere un’alternanza delle corse non superiore ai venti minuti. Mentre per le rimanenti fasce un servizio a cadenza oraria dovrebbe essere sufficiente e già oggi abbiamo in questi termini il collegamento FFS con Malpensa.
Salvaguardare il collegamento passeggeri su rotaia non è evidente e anche la politica praticata dalle FFS sino ad oggi è stata chiara e disincentivante per i passeggeri. È stato applicato un orario totalmente insoddisfacente per i frontalieri. Basti pensare che i primi treni da Luino al mattino arrivavano a Cadenazzo verso le 08 00. Mentre sappiamo benissimo che il grosso, la punta dei  frontalieri la troviamo sulla strada a partire dalle 06 00. A seguito di questa politica di orari disincentivanti c’è da chiedersi se le FFS non abbiano maggiore interesse economico ad utilizzare la linea ferroviaria esclusivamente per il trasporto merci. Benvenga allora il ricorso inoltrato dal nostro Municipio al Tribunale federale avverso ai lavori di “Modernizzazione delle infrastrutture ferroviarie”. In questo modo il Comune si assicura ancora un margine di manovra con le FFS e speriamo si coordini con dalla parte italiana con i comuni toccati dallo stesso problema.
Non dimentichiamo che un atto parlamentare che promuove una mobilità sostenibile nelle regioni di confine è stato inoltrato a giugno volto a chiarire la politica contraddittoria effettuata dal Consiglio di Stato e in particolare dal Dipartimento del territorio negli ultimi vent’anni. Di fatto con un’evidente collaborazione tra FFS e Cantone si sono create le condizioni per un elevato aumento delle possibilità di mobilità complessiva nelle aree di confine. All’aumento delle possibilità di trasporto passeggeri su rotaia non è stata contrapposta una riduzione del traffico di transito su strada per cui confrontati con i trend di differenze nette salariali, di costo delle risorse e di potere d’acquisto si creano e promuovono le condizioni ideali per un’esplosione complessiva di mobilità privata motorizzata e di mobilità pubblica da e per le zone di confine rendendo ulteriormente insostenibile la situazione.      

In questo contesto nell’ambito della Mobilità pubblica e privata si chiede al Municipio di ulteriormente:

  • Promuovere un orario efficace e con una buona cadenza per il trasporto su rotaia  di passeggeri in transito tra Luino e Quartino in particolare nelle fasce orarie delicate dalle 05 30 alle 08 30 e dalle 16 00 alle 19 00;

  • Promuovere interventi volti a disincentivare il traffico di transito sull’asse stradale della litoranea, in particolare rinunciare ad ulteriore creazione di dossi che rallentano solo il trasporto Bus di passeggeri e privilegiare zone trenta a due corsie ridotte almeno negli abitati di Ranzo, Gerra e S.Nazzaro. Privilegiare da Quartino a Dirinella la realizzazione in tempi rapidi del marciapiede per la mobilità lenta mista sul modello Centro sportivo Magadino ma con barriere di delimitazioni meno imponenti e nel contempo ridurre a 50 km/h la velocità massima consentita su tutta la tratta stradale tra Magadino abitato e Dirinella (con eccezioni zone trenta);  

  • Declassare il trasporto inerti al valico doganale di Zenna;

  • Promuovere un collegamento efficace sia esso su gomma e/o rotaia tra la stazione AlpTransit a Bellinzona e il Gambarogno volto ad avere un accesso diretto per tutto il Gambarogno senza dover prendere ulteriori coincidenze.

  • Promuovere all’interno del Gambarogno un trasporto pubblico efficace sia esso su gomma e/o rotaia favorevole alle esigenze dei residenti.

  • Le richieste della presente mozione inerenti la mobilità pubblica su rotaia siano parte integrante delle varie rivendicazioni a monte di un eventuale ritiro del ricorso al Tribunale amministrativo federale. 

     


PER GAMBAROGNO

Cleto Ferrari, Giovanni Pampuri 

4 commenti:

Anonimo ha detto...

Zone di transito a 30 km/h su una strada cantonale internazionale? Dai siamo seri! Perché non si propone l'abolizione di tutte le automobili e l'impiego obbligatorio delle biciclette elettriche bloccate a 30 km/h? L'unica cosa sensata sarebbe quella di eliminare gli attuali dossi molto pericolosi (rimpiazzandoli con dossi meno invasivi e più scorrevoli) e limitare la velocità sulla litoranea Magadino-Dirinella a 50 km/h.

Anonimo ha detto...

È bello anche sognare ogni tanto.
La realtà del trasporto e traffico sulla litoranea del Gambarogno è ben un'altra.
Nonostante gli auspici dei nostri politici, la strada è oramai segnata.Il binario Giubiasco Luino è destinato a breve , medio termine ad essere destinato unicamente a trasporto merci. Del resto ci hanno già provato una volta ad eliminare la tratta per i passeggeri, e la prossima rischia di riuscirci.
I collegamenti con l'esterno rimangono privilegiati sulla strada e , speriamo, finalmente via lago, verso Locarno, dove la ferrovia arriva ugualmente e collegherà il Sopraceneri con il Sottoceneri in 20 minuti.
L'attrattività per il Gambarogno , dopo Alptransit, non passerà per una "nuova mobilità",in quanto la gente è abituata alle colonne e ci rimane. L'attrattività , se si vorrà passerà per una fiscalità al ribasso.
Mobilità lenta a 30 Km/h sula strada internazionale è una utopia. I limiti attuali sono più che consoni. Manca si un marciapiede continuo,da realizzare a breve, senza fantasie di piste ciclo pedonabili.
Levare i pericolosissimi dossi e isolotti e creare una moderazione del traffico, dove necessaria, ma in maniera più intelligente di quanto fatto finora.

Anonimo ha detto...

Impariamo dal Mendrisiotto dove ormai si lotta per la sopravvivenza (colonne e inquinamento). Prima o dopo i bus aziendali dovranno diventare una regola così come il 30 all'ora nei nostri nuclei. La strada è cantonale, nazionale, internazionale ma anche comunale. Ricordiamoci che chi ha proposto e pagato il primo progetto di moderazione del traffico a Vira sono i suoi ex cittadini. C'è stata la volontà di farlo e il Cantone ci ha poi messo del suo.


Anonimo ha detto...


La mobilità delle auto ci vuole per il turismo e i frontalieri e anche noi , ma in modo ragionevole e senza intoppi salti restrizioni pitture stradali eccessivi segnalazioni e divieti e ISOLOTTI come si vede sono sono sempre abbattuti per IL MOTIVO COLLOCATI IN STARDE TROPPO STRETTE, spese enormi per i Comuni e Stato.
La cantonale del Gambarogno é anche Internazionale, mancherebbe anche la follia dei 30 hm ora.
NB. ci sono dei sitemi elettronici ecc. per verificare la velocità senza fare tutte QUESTE SPESE ESAGERATE.
IN fatti di salti dei dossi del Gambarogno e rotonde é a conoscenza in tutta L' EUROPA e ridono.