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venerdì 5 novembre 2010

SARAH: MICHELE MISSERI, E' STATA SABRINA


Lo zio, e' stata mia figlia Sabrina a uccidere Sarah

Svolta nel giallo di Avetrana, Misseri ritratta



AVETRANA  - Secondo indiscrezioni, Michele Misseri avrebbe addossato la responsabilità dell'omicidio alla figlia Sabrina. Il proprio ruolo nella vicenda sarebbe limitato alla fase dell'occultamento del cadavere. Non si sa per ora se Michele Misseri abbia tirato in ballo altre persone, ma pare che non sia così. Avrebbe d'altro canto detto di non aver stuprato il corpo della piccola Sarah già morta, cosa che invece aveva confessato nei primi interrogatori. Resta da chiarire se sia stato confermato che il delitto è stato commesso nel garage di casa Misseri. La violenza sul corpo di Sarah negli esami compiuti dal medico legale incaricato dalla procura, Luigi Strada, non era stata accertata a causa delle condizioni del corpo rimasto in acqua per oltre 40 giorni. Lo stesso Strada aveva prelevato tracce di materiali organici per tentare di accertare l'eventuale violenza sessuale attraverso esami più complessi, sottolineando tuttavia in dichiarazioni pubbliche che probabilmente neppure questi esami avrebbero potuto accertare la violenza proprio per la precarietà delle condizioni del cadavere. Gli esami sono ora in corso da parte dei carabinieri dei Ris, ma secondo primi risultati resi noti nei giorni scorsi - sempre da indiscrezioni - la violenza non verrebbe accertata.
L'interrogatorio di Michele Misseri e' durato circa cinque ore. Con lui c'erano il suo difensore, avv.Daniele Galoppa e la consulente criminologa Roberta Bruzzone. L'interrogatorio si e' svolto nel carcere di Taranto davanti ai magistrati inquirenti, Mariano Buccoliero e Pietro Argentino, il procuratore della Repubblica, Franco Sebastio, gli investigatori di polizia giudiziaria, il comandante del reparto operativo di Taranto dei carabinieri, col.Antonio Russo, e il comandante provinciale dei Carabinieri di Taranto, Giovanni Di Blasio.
LEGALI SABRINA, NO A INCIDENTE PROBATORIO PADRE - I difensori di Sabrina Misseri, gli avvocati Vito Russo e Emilia Velletri, hanno depositato alla cancelleria del gip del tribunale di Taranto Martino Rosati parere negativo sulla richiesta della Procura di esaminare in incidente probatorio il papà di Sabrina, Michele Misseri, reo confesso dell'omicidio della nipote quindicenne, Sarah Scazzi. Secondo i difensori di Sabrina, che è stata chiamata in correità dal padre ed è detenuta per sequestro di persona e concorso in omicidio, non esiste il pericolo, come invece indicato dalla Procura, che Michele Misseri possa, a distanza di tempo dai fatti sotto inchiesta, dimenticare elementi importanti di quanto avvenne il 26 agosto scorso, giorno in cui Sarah scomparve e venne uccisa. Gli stessi legali giudicano "inopportuno" l'incidente probatorio anche perché le indagini sono ancora in corso e chiedono in subordine, nel caso in cui il gip accolga la richiesta della Procura di mettere a confronto Michele Misseri con sua figlia Sabrina.
STAMPA, NESSUNA TRACCIA BIOLOGICA IN GARAGE - Nessuna traccia biologica di Sarah Scazzi è stata trovata nel garage della famiglia Misseri dove zio Michele ha detto di aver ucciso la nipote con la complicità della figlia Sabrina. La notizia è pubblicata da alcuni quotidiani che riportano i risultati degli accertamenti compiuti dai carabinieri del Ris. Circa eventuali tracce biologiche della 15enne in casa Misseri, la Gazzetta del Mezzogiorno scrive che gli esperti cercano ancora riscontri anche se sarà difficile trovarli perché i frequenti interventi di pulizia cancellano ogni residuo organico. L'edizione pugliese di Repubblica, invece, afferma che anche nella villa non sono state rinvenute tracce di Sarah.Ansa IT

mercoledì 20 ottobre 2010

'Michele dormiva mentre Sarah veniva strangolata' Lo zio avrebbe unicamente occultato il cadavere della nipote. La figlia Sabrina sarebbe l'unica responsabile dell'omicidio

Secondo i magistrati della procura di Taranto,Michele Misseri dormiva mentre Sarahmoriva strangolata. Le intercettazioni ambientali e le numerose deposizioni hanno convinto gli inquirenti, scrive il Corriere della Sera, che questa sia la pista corretta da seguire. 

L’ultima testimonianza arriva da Mimmino o Cosimino, il migliore amico di Misseri, che due giorni fa avrebbe detto agli inquirenti: “A quell’ora Michele di sicuro dormiva”. L’uomo, che vive a poche centinaia di metri dalla cisterna d'acqua nella quale Michele ha buttato il corpo di Sarah, conosce bene le abitudini di Misseri e sa delle due-tre ore di sonno pomeridiano - dalle due alle cinque – “perché la mattina si alza sempre alle 3.30-4 per andare a lavorare nei campi”. 

Lo zio di Sarah Scazzi, uccisa lo scorso 26 agosto, potrebbe quindi essere responsabile unicamente nell’occultamento del corpo della nipote e non avrebbe avuto un ruolo nell’omicidio. Se così fosse, l’unica responsabile dell’omicidio sarebbe Sabrina, figlia di Misseri e cugina di Sarah. 

lunedì 18 ottobre 2010

«Devi dire in tv che io non c’entro» Gli sms di Sabrina alla superteste Un buco di 10 minuti: cosa facevano le Misseri mentre Mariangela le aspettava?

AVETRANA (Taranto) — La sua spina nel fianco si chiama Mariangela, quella ragazzina un tempo tanto amica che ora la sta demolendo. «Ma perché va dicendo quelle fesserie?» ripete a tutti Sabrina. Fa di più: contraddice l’ex amica nelle sue mille interviste tivù, le fa arrivare messaggi attraverso amici comuni: «Guarda che ti sbagli, quando sei arrivata non ero in strada», «Lo sai benissimo che ti aspettavo sotto la veranda».
E le manda una sfilza di messaggini sul cellulare: «Devi andare in televisione a dire che io non c’entro niente». Mariangela resiste. A chi le chiede com’è andata ripete che lei sa dire soltanto la verità e che la ripeterà sempre: il pomeriggio del 26 agosto è arrivata davanti a casa di Sabrina alle 14.40 e Sabrina l’aspettava per strada, molto agitata. «L’ho detto ai magistrati e non mi stancherò mai di ripeterlo». «Stronza» compare sul display del suo cellulare: è Sabrina che non apprezza. E ancora un sms: «Perché stai dicendo bugie?». Un pressing serrato che non serve a niente. Mariangela non arretra di un passo: «Quello ho visto e quello racconto».
I testi dei messaggi finiscono nel fascicolo dell’inchiesta e con quelli anche le parolecaptate dalle intercettazioni ambientali. Sabrina probabilmente intuisce di essere intercettata, ma non sa trattenersi: commenta quasi sempre le notizie che sente in tivù, soprattutto se riguardano la versione di Mariangela, e lo fa più del solito da quando suo padre inscena il ritrovamento del telefonino di Sarah (il 29 settembre). «Perché ha fatto ritrovare il cellulare? Il giorno prima lo abbiamo toccato tutti quel telefono, ci sono anche le nostre impronte...» sembra abbiano annotato fra le altre cose gli uomini del Ros. Tutto questo pochi giorni fa, quando Sabrina non era ancora stata accusata da suo padre, Michele Misseri, dell’omicidio di Sarah Scazzi. Tre giorni fa la svolta. Misseri, che fino ad allora aveva giurato di aver fatto tutto da solo, rivela: «Sabrina ha trascinato mia nipote Sarah in garage e mentre lei la teneva io la strangolavo. Quando ha visto cadere Sarah Sabrina è scappata via sconvolta, allora io ho caricato Sarah sulla Marbella, l’ho portata in campagna, l’ho violentata e l’ho buttata in un pozzo».