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sabato 28 marzo 2026

S:NAZZARO: INTERMODALE SI O NO ?

Nodo di San Nazzaro: Visione Futuristica o Cattedrale nel Deserto? Il Braccio di Ferro Politico
Il dibattito sul nodo intermodale di San Nazzaro non è più solo una questione di cemento e binari; è diventato un caso politico che scuote il Consiglio Comunale di Gambarogno. Se da un lato il Comune spinge per l'ammodernamento, dall'altro emerge un quadro di incertezza che coinvolge direttamente il Cantone, apparso meno entusiasta di quanto si potesse immaginare.
Le Interpellanze: Un Comune Sotto Pressione
Le recenti interpellanze comunali hanno dato voce ai dubbi di una parte significativa della popolazione. I consiglieri comunali chiedono risposte chiare: perché investire milioni in un progetto che sembra non convincere del tutto le autorità superiori?
Le critiche politiche si concentrano su tre fronti:
  1. L'utilità reale: Si teme che il nodo rimanga "sottoutilizzato" rispetto ai costi di manutenzione e gestione che ricadranno sulle casse comunali.
  2. La viabilità critica: Il progetto del nodo è strettamente legato alla gestione del traffico sulla litoranea. Senza un piano viario regionale solido, San Nazzaro rischia il collasso invece della fluidità.
  3. La trasparenza: Le opposizioni lamentano una mancanza di coinvolgimento diretto dei cittadini, chiedendo che le varianti di progetto siano discusse apertamente prima di procedere con crediti definitivi.
Lo "Spauracchio" del Cantone: Un Sostegno che Vacilla?
Il vero colpo di scena politico riguarda la posizione del Dipartimento del Territorio. Nonostante il progetto faccia parte del PALoc, i segnali che arrivano da Bellinzona sono contrastanti.
Il Cantone sembra sollevare dubbi sulla priorità strategica dell'opera rispetto ad altri nodi ferroviari della regione. C’è il timore che il progetto possa essere ridimensionato o, peggio, che il finanziamento cantonale non sia così garantito come previsto, lasciando al Comune di Gambarogno l'onere (anche finanziario) di un'opera sovradimensionata. Questo "scetticismo ticinese" ha alimentato la fronda del "no", che vede nel nodo un rischio finanziario e paesaggistico eccessivo.
Un Bivio di Credibilità
La politica gambarognese si trova dunque a un bivio di credibilità. Se il Municipio deciderà di andare avanti a testa bassa verso l'inizio dei lavori nel 2026, dovrà dimostrare che il progetto ha ancora il pieno sostegno politico e finanziario del Cantone. In caso contrario, il rischio è quello di avviare un cantiere infinito che spaccherà ulteriormente il tessuto sociale del paese.
La partita è aperta: San Nazzaro diventerà l'esempio di una mobilità d'avanguardia o resterà il simbolo di una pianificazione calata dall'alto e mai digerita dal territorio?


5 commenti:

  1. Possibile che quando nel Gambarogno si propone un progetto che propone qualcosa di moderno e futuristico, c’è sempre qualcuno che vede solo negatività? Sveglia, siamo nel 2026 e non nel medioevo!

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  2. Chiedetelo al Cantone perché é contro alla sua realizzazione

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  3. Che balle, smettiamo di pubnlicare articoli digeriti da chatgpt, costi per il comune praticamente non ve ne sono.Almeno utilizziamo l’intelligenza reale prima di pubblicare baggianate. Inoltre il nodo avvantaggia buona parte del territorio, in particolare il basso Gambarogno.

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  4. Che l'inteligenza artificiale racconti balle puo essere ti assicuro che ne conta meno della politica .Questo é un estratto di una riunione della commissione del Centro Gambarogno.
    Nodo intermodale San Nazzaro
    Nell’ambito degli interventi PALoc è prevista la realizzazione di un centro intermodale a San
    Nazzaro, ossia una passerella con rampe e ascensore che vada a collegare i tre vettori di trasporto
    pubblico. È un investimento di ca. CHF 6 MIO, di cui ca. CHF 160'000.00 si prevede siano a carico
    del Comune; l’ubicazione del progetto, così come previsto, non prevede piani B: se non si dovesse
    realizzare a San Nazzaro non sarà realizzato altrove.

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  5. Il Cantone ha ragione nel essere scettico dell'utilità vista anche la riduzione dei treni passeggeri sulla litorale del Gambarogno . Per il nostro Comune sarebbe un altro smacco turistico in quando vedrebbe i turisti dei campeggi di Tenero dirottati direttamente a Locarno senza più far capo al porto di Magadino. Se proprio si vuol fare un investimento lo si faccia sulla tratta Locarno- Magadino - Dirinella via lago - Isole - Ascona - Locarno . Viviamo in una regione che vista dal lago é bellissima ma non portiamo nessuno a vederla questo mi sembra assai assurdo e con poco visione turistica.

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