GAMBAROGNO ARTE : Mostra internazionale di scultura nel Gambarogno.Dal 15 maggio -al 4 ottobre 2026/font>

martedì 30 settembre 2008

Ha vinto il nulla

precisiamo.non abbiamo nulla con la ditta Ferrari,ma con chi non e capace a rispettare i tempi,che impartiscono


E stato piu veloce ,l'omino che ha fatto scomparire , i cartelli che il diaframma della macchina fotografica.
Si deduce che i barconi vanno bene dove stanno.
Caro Signor Keller ,non si preoccupi piu di spostare i barconi ,il Gambarogno li vuole tenere ancorati in sicuro porto.
PS.bla bla bla,blablabla,bla,bla bla.


.










il nostro Bar in attesa di clienti,e la panca in attesa di pittura .

Per la panca abbiamo ricevuto garanzie che verranno pitturate...




Io direi che vanno bene li, si integrano alla perfezione con il già esistente cantiere nautico di una sana industria del Gambarogno, specialista in lavori subacquei e in palificazioni.A proposito chissà dov'è ormeggiata la chiatta per la posa dei pali, non sarà mica alle bolle di Magadino per caso ???Pol

Cadenazzo- Quartino corsia per Bus ?

Ci speravamo ,ma purtroppo solo pista ciclabile.

E ti pareva







lunedì 29 settembre 2008

TEMPO SCADUTO

In verita il tempo é già scaduto da qualche giorno,ma non siamo così fiscali.
Questa sera 30-09-08 ore 17 °° .saremo li, per dire che le balle non ci piaciono, i barconi andavano bene anche alla foce del fiume .
La rana dal culo rosso, può prosperare ugualmente e come pure il famosissimo martin pescatore
avrebbe nidificato ugualmente. inutile andare a immerdare ,Brissago locarno o qualsiasi posto . Nessuno li vuole, riportateli la dove non danno fastidio proprio a nessuno. E il Gambarogno non è la ruota di scorta di nessuno.






domenica 28 settembre 2008

Mentre imperversa il caso Monteceneri. Le aggregazioni coatte sono una soluzione?

domenica 28 settembre 2008 da il Mattino della domenica
Le prime avvisaglie di polemica si sono già manifestate: in Parlamento si preannuncia la discussione-fiume, anche se non si sa quando questa discussione si terrà... Ma, al di là del caso concreto del nascituro comune di Monteceneri, in cui c’è chi vorrebbe coattare addirittura due comuni recalcitranti (Mezzovico e Isone), le aggregazioni coatte sono o non sono una soluzione politicamente praticabile? In altri termini, le fusioni vanno portate a termine anche contro il volere di alcuni partecipanti, oppure la volontà popolare è indiscutibilmente sovrana? Lo abbiamo chiesto ad alcuni interlocutori. Ecco cosa ci hanno risposto.
Luigi PedrazziniDirettore Dipartimento IstituzioniCome dimostrano in modo chiaro le cifre, il Governo ha fatto ricorso con molta prudenza alla coazione per far nascere nuovi comuni. Lo ha fatto quando ha ritenuto fossero adempiuti i presupposti fissati dalla legge, e finora il Tribunale Federale gli ha dato ragione. Io penso che anche nel futuro sarebbe un errore privare il Consiglio di Stato e il Gran Consiglio della possibilità di procedere coattivamente, ritenuto ovviamente che la procedura deve essere rispettosa dei "paletti" fissati dalla legge e dalla ormai copiosa giurisprudenza in materia. Vi saranno infatti ancora della situazioni che nell'interesse del Cantone, ma anche e soprattutto delle regioni direttamente interessate, potranno giustificare il ricorso all'aggregazione coatta.
Massimiliano RobbianiConsigliere comunale di MendrisioIn democrazia le fusioni coatte non dovrebbero esistere, tuttavia per certi comuni che non hanno servizi, non si prendono le proprie responsabilità e si fanno mantenere da altri, è difficile immaginare soluzioni diverse. Non vedo invece possibilità di coazione nei confronti di comuni economicamente forti ed autonomi.
Athos VanniniCC Lugano, già sindaco Villa LuganeseLa coazione può entrare in linea di conto quando non esistono i presupposti, politici e finanziari, perché una comunità possa continuare da sola. I progetti aggregativi sono comunque da incoraggiare perché portano benefici rilevanti per la collettività, a cominciare dalla riduzione della burocrazia e dall’abolizione di doppioni.
Angelo PaparelliCommissione aggregazioni GCLe aggregazioni coatte non si devono mai fare. La volontà popolare va rispettata in tutti i casi: se no a che scopo chiamare la gente alle urne...? Se un Comune ritiene in prima battuta di non aderire ad un progetto aggregativo, c’è a disposizione tutto il tempo perché i suoi votanti cambino idea. Del resto è successo in più occasioni che un’aggregazione rifiutata alla prima consultazione, venisse poi approvata qualche anno dopo.
Giorgio PellandaCommissione aggregazioni GC, sindaco IntragnaDa quando è iniziato l’inevitabile processo aggregativo per rendere più dinamica l’attività politica dei Comuni, il Governo ha sempre predicato che le aggregazioni dovevano partire dal basso ed essere condivise dalla maggioranza della popolazione. Si tratta di un postulato a cui personalmente ho sempre cercato di tener fede, proprio perché un’imposizione dall’alto lascia strascichi negativi anche fra gli amministratori locali; il caso di Cevio con Cavergno e Bignasco ne è l’esempio emblematico. Personalmente non sono d’accordo che le eventualissime coatte diventino prassi. Nel caso del Monteceneri per il quale il Parlamento dovrà decidere a breve, pur considerando che l’aggregazione a medio termine dovrà essere realtà, non vorrei toccare la sensibilità dei miei colleghi sindaci (che stimo) se ritengo che non casca mica il mondo se si sospende tutto per 3 o 4 anni; in questo lasso di tempo i vari Municipi coinvolti potranno lavorare per ottenere il consenso generale fra la popolazione.
Rodolfo PantaniPresidente commissione aggregazioni GCDelle due l’una: o si crede nei progetti di aggregazioni comunali, per i quali il Cantone ha votato un credito della bellezza di 110 milioni, oppure non ci si crede. Se ci si crede, allora quando necessario bisogna anche avere il coraggio di procedere a delle fusioni coatte, onde evitare di creare nuovi comuni monchi e non autonomi, che invece di risolvere i problemi ne creano di nuovi. Altrimenti l’ingente credito citato non ha senso, e l’operazione si risolve in uno spreco di soldi pubblici. Se invece non si crede alle aggregazioni, allora non si coatta nessuno, ma nemmeno si stanziano 110 milioni. Si tratta insomma di scegliere: o si dà la priorità alla difesa dei campanilismi, o la si dà all’impiego corretto dei fondi pubblici. Da parte mia non ho dubbi.
Fabio BadasciSindaco di Frasco, comm. aggergazioni GCLa coazione doveva essere usata solo in casi eccezionali e non diventare la regola come accade oggi in Ticino. Io sono contrario di principio alla coazione perché non rispetta la volontà popolare di un'entità istituzionale riconosciuta e alla base dei principi federali della Svizzera quale è il Comune. Questo Ente è secondo me sacro, e l'uso della coazione non permette di creare quella coesione necessaria a far crescere armoniosamente un progetto, permettendo alle comunità coinvolte di identificarvisi. Tanto si è parlato di progetti aggregativi che devono venire dal basso ma poi la base (il cittadino) la si "incastra" con una votazione che è solo consultiva: la legge sulle aggregazioni sta dimostrando i suoi limiti.
Marco ChiesaCommissione aggregazioni GCIl popolo è sovrano. La sovranità popolare va rispettata, pertanto non è corretto prevaricarla. Questo principio deve essere ribadito con forza sia nella legge che nelle decisioni del Gran Consiglio (dal momento che è il parlamento cantonale a decidere dove coattare e dove no). Detto questo, non escludo a priori la coazione, ma questa deve entrare in linea di conto solo in casi assolutamente eccezionali, e deve essere supportata da argomentazioni fortissime. La situazione attuale è invece ampiamente insoddisfacente. Le decisioni del Gran Consiglio sono dettate dal capriccio o dalle influenze politiche del momento. Non esiste una linea che sia chiara e valida per tutti. Spesso comunque non c’è bisogno della coazione, ma basta attendere che il tempo faccia il suo corso, e il Comune recalcitrante si aggregherà da sé...
Michele BertiniCC LuganoSono contrario alla coazione in ambito aggregativo. Un’imposizione dettata dall’alto che obbliga la cittadinanza di un comune a perdere di fatto la propria identità è, a mio modo di vedere, da evitare. Questo perché credo nel principio della sovranità del popolo e quindi la decisione e l’ultima parola sulle sorti di un comune deve spettare sempre alla cittadinanza. Poiché si parla di processo aggregativo, processo deve essere: ossia un’evoluzione, una conseguenza logica ad una situazione creatasi nel corso del tempo. I comuni dovrebbero aderire ad una fusione sia perché convinti dei vantaggi pratici ed economici sia per riconoscere formalmente una realtà che di fatto si è creata (vedi poli urbani). Il legame sentimentale ad un determinato “campanile” dovrebbe a questo punto cedere il passo, con convinzione, alla nuova realtà.

S.Nazzaro

Saggia ,la decisione di delimitare la strada con un corridoio per pedoni,del resto anche Piazzogna
la adottata da tempo

Martedi 30 settembre ore 17°° Per la precisione

MI TROVERETE QUI :CHIUNQUE SI SENTE GAMBAROGNESE; E PRESO PER I FONDELLI SI PRESENTI SUL POSTO

SE I BARCONI SARANNO ANDATI ,FESTEGGEREMO L'AVVENUTA PARTENZA . RINGRAZIEREMO IL DIPARTIMENTO PER LA PAROLA MANTENUTA ,NEL SIG:KELLER, E CI BERREMO UN APERITIVO ,SE INVECE SARANNO ANCORA ANCORATI ;DIREMO AL NANO ,CHE ALLA LISTA DEVE AGGIUNGERE UN ALTRO NOME .VI ASPETTIAMO NUMEROSI.

quanto scritto 3 mesi fà
Abbiamo chiesto lumi a Ro­berto Keller, del Dipartimento del territorio e responsabile del Gruppo di accompagnamento per lo spostamento degli im­pianti di quello che fu il Silo Fer­rari. «Attualmente i barconi sono attraccati alla foce del Ticino, ma vanno spostati. Una situazione definitiva non è ancora stata tro­vata e quindi abbiamo optato per una struttura provvisoria. Così è stata rilasciata una licenza edili­zia». Una licenza edilizia che fis­sa anche un termine: 12 settima­ne. In altre parole, entro tre mesi tutto dovrà tornare come prima. «Posso garantire che sarà così», continua Keller. Se per gli at­tracchi la licenza è nero su bian­co, diverso il discorso per i lavo-
ri che in questi giorni sono stati eseguiti sulla riva
SE CI TIENI AL GAMBAROGNO VIENI ANCHE TU

sabato 27 settembre 2008

FFS DA MALE IN PEGGIO


Ennesimo parto in casa Ffs: prezzi dei biglietti più elevati per l'utente che insista a servirsi del treno in determinate fasce orarie. In "tutte" le fasce orarie, con spregio dei pendolari e di coloro che volontariamente stanno rinunciando all'auto. E questo sarebbe un "piano tariffario"?

puzza di cera


CICLISMO, MONDIALI VARESE: PERQUISITO HOTEL TEAM LUSSEMBURGO
A Gaggiolo all'alba di questa mattina è stato perquisito l'hotel dove alloggia la squadra lussemburghese di ciclismo, impegnata ai Mondiali di ciclismo di Varese. Non è chiaro se la presenza di circa 20 agenti nell'albergo sia da mettere in relazione con le ultime accuse contro il campione lussemburghese Frank Schleck che, come scrive oggi il quotidiano tedesco 'Suddeutsche Zeitung' è stato cliente del medico spagnolo Eufemiano Fuentes, nell'ambito della famosa Operacio Puerto. Secondo il giornale, Schleck trasferì 6.991 euro a Fuentes a marzo 2006

De Benedetti emigra: ora divento svizzero

Se ne parla tra i Cantoni. Carlo de Benedetti, sì, proprio lui, l’Ingegnere, diventerà cittadino svizzero. Il settimanale Die Weltwoche, La settimana del mondo, ha lanciato lo scoop di autunno con tutti i particolari di cronaca: «Con il passare degli anni ho deciso che un giorno avrei voluto diventare cittadino svizzero, ho fatto già domanda. Da undici anni abito a St. Moritz e ho una patente svizzera. Mi hanno detto che conta l’anno e mezzo trascorso in Svizzera durante la guerra, potrò diventare cittadino elvetico nel 2009».


Sarà vero? non c'era posto a Napoli................??

isola dei famosi


Valeria Marini «naufraga» sull'Isola
La bionda soubrette sarà calata lunedì sulla spiaggia di Cayo Cochino. Sostituisce Giuseppe Lago

il fumo


LONDRA - A partire dal primo ottobre la Gran Bretagna diventerà il primo Paese europeo ad introdurre immagini shock sui pacchetti di sigarette che mostreranno in maniera inequivocabile i danni provocati dal fumo. Le immagini, tra cui quella di un tumore alla gola, una di un polmone devastato dalle sigarette ed una di denti completamente cariati, sostituiranno le avvertenze scritte introdotte nel gennaio del 2003.

Mangiare il persico curdo del Verbano può essere pericoloso.


Mangiare il persico curdo del Verbano può essere pericoloso. Lo segnala il Blick, ma il veterinario cantonale replica: nessun caso di intossicazione. Sempre meglio, però, cuocere il pesce.

C'è delusione in Val di Blenio



C'è delusione in Val di Blenio per la decisione di escludere dal finanziamento pubblico gli impianti di risalita. Ma al Nara, i volontari continuano a lavorare in vista della stagione invernale.





meglio soli che Fra-

venerdì 26 settembre 2008

GAMBAROGNO alpe Cedullo



GAMBAROGNO Salvata in extremis




GAMBAROGNO - L'allarme è scattato alla Spab alle ore 10.00. Tre rocciatori, un elicottero dell'Eli Ticino, volontari della Spab e agricoltori del posto. Spettacolare e provvidenziale l'intervento in grande stile di oggi per salvare una grossa mucca scivolata a testa in giù, riversa sulla schiena, per una ventina di metri. E' stata salvata in extremis. Rischiava infatti di precipitare in un burrone sull'Alpe di Cedullo, a quota 1.342 metri.Grazie all'aiuto di contadini, che hanno tentato di fermare la mucca che scivolava verso il vuoto attraverso la posa di ostacoli e l'intervento della veterinaria Silvia D'Alessi, giunta d'urgenza con l'elicottero, che ha provveduto a legare con un'imbracatura la povera bestia a degli alberi, il bovino è stato tratto in salvo. I rocciatori della Spab poi, perfettamente attrezzati, hanno completato l'opera, assicurando l'animale e imbrigliandolo in modo da poterlo sollevare con l'elicottero. L'operazione è durata oltre quattro ore. La mucca è stata portata alla stalla dell'alpe, dove ha ricevuto le prime cure. Stando a quanto riferito dalla Spab, il bovino dovrebbe farcela.

Quartino Magadino

Quartino, segnaletica stradale sperimentale
II Municipio di Magadino rende noto che nel­le prossime settimane verrà posata la nuova se­gnaletica che ha l'obiettivo d'eliminare il traffi­co parassitario in direzione ovest attraverso il nucleo di Quartino. Infatti, nonostante l'allesti­mento di una moderazione del traffico e l'intro­duzione della zona a 30 km/h, nei momenti di punta, molti conducenti in provenienza da Bel-linzona per evitare gli intasamenti sulla strada cantonale s'immettono sulla strada comunale che attraversa il nucleo creando disagio ai resi­denti. Il Municipio era stato sollecitato prima da una petizione ed aveva poi ricevuto il manda­to dal Consiglio comunale d'applicare le misure più indicate per diminuire l'attrattività del per­corso alternativo attraverso il nucleo. Il primo progetto di massima presentato in occasione di una serata pubblica, sulla scorta d'osservazioni fatte da cittadini, era stato rielaborato in colla­borazione con l'Ufficio cantonale della segnale­tica ed aveva portato alla posa di una prima mi­sura di restrizione sperimentale. Questo si ba­sava su un divieto di transito attivo nella fascia oraria più critica e posato all'altezza del ponte sul torrente Trodo. Questa soluzione non ha
però dato i risultati auspicati e pertanto il Mu­nicipio ha preso nuovamente contatto con l'au­torità cantonale elaborando una nuova propo­sta più incisiva. La nuova segnaletica in sostan­za chiude l'accesso est di Quartino dalla strada cantonale, e per evitare degli aggiramenti, ver­ranno pure introdotti dei divieti di svolta verso il nucleo dalle due strade secondarie via Pede­monte e via Gerascia. Il traffico in uscita verso Bellinzona non subirà restrizioni.
Ulteriori informazioni possono essere visio­nate sul sito internet www.magadino.ch sotto la sezione "news".

il mondo a rovescio

Le stagioni non sono più quelle di una volta!,niente primavera e l'autunno é scomparso .
Così si direbbe ,vedendo la coltivazione d'insalata ,che normalmente di questi tempi cresce solo nelle serre .
a meno che non sia qualche esperimento della Syingenta. come si può vedere dalle foto niente erba e piante tutte gemelle senza difetti.non soffrono i funghi che l'umidità porta con se .
bo ??????????????????????????

Nel prossimo futuro inietteranno olio e aceto un po di spezie,pronta all'uso ,diretamente dal campo




giovedì 25 settembre 2008

Nessun futuro per il turismo invernale, Airolo sopravvive grazie allo Stato

da ticinonline

BOSCO GURIN Credito ponte, un franco su tre a Frapolli



BELLINZONA - Un franco sui tre concessi un anno fa da governo e parlamento alla Grossalp Sa di Bosco Gurin, società amministrata da Giovanni Frapolli, sono stati usati dallo stesso presidente del CdA per altre attività riconducibili alle sue attività. Lo scrive LaRegione Ticino nell'edizione odierna. Il quotidiano sopracenerino prende come riferimento la tabella dello scorso 19 febbraio messa a punto da guido Turati, commissario per il differimento del fallimento, che aveva ricevuto dalla Pretura di Vallemaggia l'incarico di stilare un resoconto finanziario del centro turistico valmaggese.Lo scorso anno il parlamento votò un credito di 800mila franchi per l'apertura degli impianti di risalita di Bosco Gurin e di Carì nella stagione invernale 2007-2008, che venne suddiviso in 470mila franchi per Bosco e 330mila per la località leventinese. Prima del via libera al credito da parte del Gran Consiglio, il Dfe aveva chiesto alla Grossalp "indicazioni dettagliate sulle misure da intraprendere per garantire l'apertura invernale, nonché una quantificazione dei relativi costi", che dovevano riferirsi unicamente alla stretta gestione degli impianti e del ristorante in quota". Grossalp fornì i dati richiesti. Ma non tutto quadra. I gran consiglieri hanno votato il credito per Grossalp sulla base di una tabella dalla quale però non si è potuto desumere chi avrebbe svolto i lavori.Sui 470mila franchi accordati in credito, il commissario Turati scrive che sono 457mila i franchi nella voce "spese". Alcune delle quali non sono specificate nel preventivo e i cui incassi hanno favorito società direttamente riconducibili a Frapolli. Come scrive la Regione 57mila franchi sono stati spesi per trasporti con elicotteri della Heli-TV (amministratore unico Frapolli) più 104mila franchi alla voce Centri Turistici montani SA, presieduta da Frapolli. Totale: 161mila franchi. L'elenco include anche un "anticipo costi Pretura" pari a 30mila franchi, probabilmente riferito alla procedura di differimento del fallimento.Dopo avere raccolto la critica di Paolo Tamagni, azionista della Grossalp, nei confronti del Governo, reo di non avere vincolato la concessione dei futuri aiuti pubblici a un rappresentante dell'autorità cantonale nei CdA per evitare queste situazioni, il quotidiano bellinzonese scrive che la direttrice del DFE Laura Sadis, insieme ai suoi colleghi, approndirà la questione nell'ambito del messaggio governativo sui prossimi aiuti.



alcuni commenti su ticinonline
nerone risponde a Spy pure io sono uno sciatore. Ma con questo non giustifico il fatto che annualmente lo Stato debba gettare in questo calderone un mucchio di denaro d TUTTI i contribuenti ( ERGO ANCHE QUELLI DI CUI LO SCI NON FREGA NULLA) in un pozzo di S. Patrizio. Una stazione turistica di sci é esattamente come qualsiasi altra infrastruttura turistica, o sta in piedi da sola o si adegua alle eigenze del mercato, trovando finaziatori ed investitori PRIVATI o chiude. Punto e stop. Il resto sono chiacchiere di circostanza con le quali si tenta di giustificare operazioni da manicomio, ricatti malcelati e pianti da coccodrillo. E ti assicuraro che sciare mi piace veramente molto.

1° OTTOBRE FESTA DEL BARCON

Foto luf



Mercoledì 1 ottobre,
Se i barconi dovessero essere ancora ancorati in territorio di Piazzogna ,organizzeremo una manifestazione di protesta, al posteggio Alabardia, e Diciamo ai protettori delle bolle e del piano, che i barconi devono tornare alla foce del Ticino.
Unico posto dove possono lavorare, e non rompere l'armonia dei paesaggi ,ci troveremo allo spazio, con le panchine sul lago, si di avere a disposizione uno posto per constatare ,si spera l'avvenuta partenza.
Nulla abbiamo, ne con la ditta Ferrari, nemenno con i barconi ,ma solo in difesa del nostro territorio.
Non siamo la patumiera del Governo ,e nemmeno in balia dei protettori del piano e bolle di Magadino
Ulteriori info sul nostro Blog

Impianti di risalita. il Cantone punta tutto su Airolo ma Frapolli annuncia: “domani depositeremo la domanda di fallimento”.


Impianti di risalita. il Cantone punta tutto su Airolo ma Frapolli annuncia: “domani depositeremo la domanda di fallimento”.
Settembre 25, 2008 · Al termine della conferenza stampa odierna, dove il cantone ha presentato il rapporto Grishconsulta sugli impianti di risalita, Giovanni Frapolli era visibilmente deluso, amareggiato dallo scenario desolante con cui era stata presentata la realtà delle stazioni sciistiche ticinesi.
A grandissime linee (entreremo in seguito nel dettaglio della conferenza stampa) gli obiettivi del Consiglio di Stato, dopo aver preso visione del rapporto, sono pianificati sui prossimi dieci anni e mirano alla liquidazione di tutte le stazione sciistiche, con lo scopo di concentrare gli sforzi unicamente sulla stazione di Airolo.
Se valutato esclusivamente sul piano economico, il rapporto non fa una grinza e la speranze di poter mantenere attive diverse stazioni invernali è uguale allo zero assoluto. Nella sua analisi, il Consiglio di Stato ha però voluto esaminare la situazione dal piano politico – economico, con particolare riguardo alle regioni periferiche. Regioni che attendevano - secondo Matteo Oleggini - una visione più chiara del loro futuro, un qualche segnale di speranza che però stamani non si è voluto o non si è potuto dare. Non si è infatti parlato – anche se questo non significa scarsa attenzione alle regioni più deboli – di investimenti futuri per la riconversione delle stazioni in centri estivi. Oleggini si aspettava che il Consiglio di Stato dichiarasse apertamente quanti milioni saranno investiti nei prossimi anni, a sostegno di chi oggi si vede arrivare questa tegola sulla testa.
Il Piano del Consiglio di Stato presentato da Laura Sadis parla abbastanza chiaro: un finanziamento ponte di due anni a Bosco Gurin e a Carì e poi rubinetti chiusi, alfine di concentrare tutte le energie e le risorse su Airolo, unica stazione che dispone di facili accessi, servizi, trasporti pubblici e situazione geografica sostenibile per la pratica dello sci. Per le altre stazioni non vi sarà più finanziamento alcuno, a meno che coraggiosi imprenditori vorranno investire di tasca propria.
Le premesse per un futuro sostegno ad Airolo saranno comunque vincolate da precise condizioni, non da ultimo una nuova società, mezzi propri come capitale azionario per 3 milioni, 12 milioni provenienti da prestiti bancari e la nomina di un rappresentante cantonale nel Consiglio di amministrazione.
Al termine della conferenza stampa, come indicato in precedenza, contrariamente alle dichiarazioni rilasciate ieri, Giovanni Frapolli era tutt’altro che soddisfatto. Uscito malconcio dalla perizia che parla chiaramente di Business Plan assolutamente irrealistici, di fallimento del management di Airolo, Bosco Gurin e Carì, Frapolli si è sfogato con i giornalisti presenti: ” Non siamo più disposti ad aspettare, i creditori – ha commentato - domani verrà inoltrata la domanda di fallimento della società. Quest’anno ad Airolo non si scia.”
Proseguendo, Frapolli ha chiaramente fatto riferimento agli introiti dei canoni d’acqua, dove una minimissima parte – a suo dire - viene ristornata ai veri produttori (le regioni di montagna) mentre la maggior parte non si sa dove vada a finire.
6 milioni per il progetto del nuovo Comando di polizia – chiosa Frapolli :” e sono soldi buttati via, dal momento che il progetto non é servito a nulla. Con quei soldi le stazioni di sci in Ticino potevano proseguire la loro attività almeno per un decennio.”
Insomma la discussione sul messaggio che il Governo presenterà al Gran Consiglio sembra tutto fuorchè scontata. Anche se non nevicherà, in Ticino sentiremo parlar di neve ancora a lungo.
Il rapporto Grishconsulta

Più polizia a Locarno

LOCARNO Mozione di Giudici: "Più polizia a Locarno"


LOCARNO - Istituire un consorzio obbligatorio tra i comuni del locarnese per l'esercizio di una polizia intercomunale e ripristinare un presidio di cantonale 24 ore su 24 a Locarno. E' questa la proposta del deputato liberale-radicale Andrea Giudici che ha inoltrato al Consiglio di Stato una mozione che sarà sottoposta alla votazione in parlamento. Nel testo della mozione Giudici considera che la tutela dell'ordine pubblico e il controllo del territorio nell'agglomerato di Locarno è insufficiente. Manca una copertura 24 ore su 24 e notturna (non esiste più il presidio fisso con picchetto notturno della polizia cantonale dalle 18.00 in poi e non supplito da volanti non immediatamente pronte all'intervento e non conoscenti del territorio in modo capillare e impediti da un collegamento autostradale) e l'aumento di nuovi agenti è previsto non prima del 2009-10.Andrea Giudici mette inoltre in evidenza il fatto che la regione urbana di Locarno conta 57.000 abitanti ed è priva di un presidio di polizia cantonale dopo le 18.00 e, in una realtà in cui sembra ancora lontana una fusione tra polizie comunali e cantonale e ancor più lontana una aggregazione dei comuni del Locarnese, sarebbe necessario costituire un consorzio che riesca a integrare le polizie comunali di Muralto e Minusio, su modello di quelle di Gordola, Tenero, Contone, Magadino e Vira.
Locarnese

Latte tossico dalla Cina, il Laboratorio cantonale: “Rischio inesistente per la Svizzera”

LUGANO - La crisi del latte contaminato in Cina ha catalizzato l’attenzione di tutti i media. Carlo Petrini, presidente italiano di Slow food, associazione nata dare la giusta importanza al piacere legato al cibo, ha invitato la popolazione ad evitare i ristoranti cinesi paventando il rischio di contaminazioni e avvelenamenti. Un allarmismo non condiviso da Marco Jermini, direttore del Laboratorio cantonale: “Una questione è un bambino che beve regolarmente latte in polvere, un’altra cosa è una persona che, una volta ogni tanto, mangia un biscotto o un raviolo all’interno del quale ci sono tracce di latte che a loro volta possono, magari, contenere piccole parti di elementi nocivi”



però intanto.
BERNA - Nestlé ha annunciato oggi di aver ritirato il suo latte Dairy Farm dal commercio a Hong Kong su richiesta delle autorità, dopo che erano state rilevate tracce di melamina. Il gigante alimentare assicura tuttavia che il suo "Dairy Farm UHT Pure Milk" non è prodotto a partire dal latte contaminato in Cina.
"La melamina può essere trovata in quantità minuscole nella catena alimentare in tutto il mondo. Le tracce riscontrate non comportano alcun rischio per la salute dei consumatori", ha assicurato all'ATS il portavoce di Nestlé Robin Tickle. Questi ha precisato che le tracce accertate sono di un livello 25 volte inferiore al limite imposto dall'Unione europea (Ue).

mercoledì 24 settembre 2008

Airolo, Bosco Gurin e Carì disporranno dei fondi cantonali

Airolo, Bosco Gurin e Carì disporranno dei fondi cantonali per avviare la stagione e per "riconvertirsi": nel primo caso un flusso ordinario di capitali, per le altre due realtà è previsto invece un prestito biennale. Ma c'è uno scoglio: Giovanni Frapolli con le sue scatole cinesi...
Per le stazioni turistiche, per sostenerle, per rilanciarle, per garantirne l'operatività, sì, si può fare. Ad una condizione: che di Frapolli Giovanni imprenditore con il denaro altrui non si veda nemmeno l'ombra. O che egli dia séguito a quanto più volte preconizzato, cioè che si faccia da parte caricando sull'auto tutta la sua corte dei miracoli. Facile a dirsi, davvero.
A rigore, il futuro immediato di Airolo, di Bosco Gurin e di Carì sarebbe assicurato, sia pure con modalità distinte. Nel primo caso, ordinario flusso di capitali secondo le esigenze di qualificazione e di riqualificazione degli impianti; sulle altre due realtà, un "credito-ponte" rinnovato per due anni e non per un giorno di più. Si potrà storcere la bocca, ricordando che proprio un "prestito-ponte" aveva consentito l'avvio della stagione turistica lo scorso anno; la novità consiste, o consisterebbe, nel destinatario effettivo di tali risorse e nella pretesa - vincolata ad un contratto con clausole ferree - di veder rientrare i quattrini. O, perlomeno, di non trovarli ingoiati da qualche scatola cinese, salvo sentirsi rinfacciare che propriamente di prestito non si è trattato, ma di una vera e propria erogazione a fondo perduto.
Chiarezza sulle modalità operative sarà fatta domani, in regolare incontro con la stampa; e non si mancherà di domandare anche qualcosa circa lo stato dell'arte dei rapporti con Giovanni Frapolli, ad esempio se egli abbia nel frattempo restituito quei 160'000 e più franchi indebitamente introitati - parola dei funzionari di Bellinzona - nel contesto della ristrutturazione di una certa struttura alberghiera a Bosco Gurin. Resta il fatto che un destinatario fisico non sarebbe ancora stato individuato, almeno non in via definitiva. Non che le ipotesi sul tappeto siano centinaia: si passa dalla società di capitali estranea a Giovanni Frapolli (ma vi sarebbe il problema del passaggio di consegne) ad una o più società "miste" tra pubblico e privato (azionisti di riferimento i Comuni vallerani, e compartecipazione dei privati). Inoltre, l'eventuale formalizzazione di una cordata alternativa dovrebbe giungere in tempi stretti, e qualcuno potrebbe obiettare su due fronti: primo, gli 800'000 franchi per conferire consistenza alla sola Airolo sono interessanti ma non tali da autorizzare soverchi entusiasmi; secondo, è suscettibile di molte perplessità l'intenzione di puntare su Bosco Gurin come centro di attrazione turistica a carattere prettamente estivo. È il contrario di quel che si fa normalmente se la località si situa nel punto terminale di una vallata, come insegnano esperienze molteplici e ripetute lungo i due versanti dell'arco alpino.
Tra qualche ora, si spera, le prime risposte. Giovanni Frapolli, colui che stette zitto e muto quando in Gran Consiglio vennero passate in rassegna le mille e mille vicenduole afferenti alle sue attività, permettendolo.

TICINO


TICINOLa stagione invernale è salva, la gioia di Frapolli: "Siamo all'anno zero, ora si riparte"




BELLINZONA - Giovanni Frapolli può tirare un profondo sospiro di sollievo: "Siamo all'anno zero, e ora si riparte. Con la decisione di oggi si tranquillizza il mercato. E la borsa della neve comincia a risalire". Usa metafore borsistiche il deputato del PPD per descrivere la sua soddisfazione per la decisione del Consiglio di Stato di accordare aiuti finanziari alle stazioni turistiche di Airolo e di concedere ancora due anni di tempo per presentare un progetto di rilancio per Bosco Gurin e Carì.La stagione invernale del 2008 è salva, ma non solo. Il Consiglio di Stato sarebbe addirittura disposto a esaminare la possibilità di rinunciare ai propri crediti nei confronti di Grossalp SA e Carì 2000 SA, le due società presiedute dal deputato PPD in Gran Consiglio: "Sono molto soddisfatto di questa decisione" - ribadisce Frapolli.Dopo mesi di polemiche, accuse, rancori e apprensioni, ora l'orizzonte per il destino del turismo invernale ticinese sembra rasserenarsi. "Finalmente il Governo dà una linea chiara per il futuro. Sono molto contento, sia per Airolo, sia per Bosco Gurin e Carì. Per Airolo perché il Governo ha deciso di sostenere le sue attività turistiche, sia per quanto riguarda la gestione corrente (ovvero i soldi per garantire il funzionamento degli impianti), sia per quel che concerne i nuovi investimenti. Investimenti che saranno naturalmente giustificati se si presenteranno dei progetti credibili di sviluppo. Per Bosco e Carì - continua Frapolli - ci sono ancora due anni di tempo per trovare e nuovi soluzioni di rilancio (magari con progetti che riescano a valorizzare le località lungo l'arco di quattro stagioni) e nuove collaborazioni e sinergie vere che permettano di dimostrare a tutti noi che è possibile ottimizzare i costi, evitando la morte del turismo invernale in Ticino".Giovanni Frapolli ritrova quindi rinnovata fiducia per il futuro: "da oggi dobbiamo assolutamente cominciare a lavorare insieme e smetterla di farci concorrenza l'uno contro l'altro. Negli ultimi quattro anni ho cercato di trovare un punto di incontro tra tutti gli operatori, ma non ci sono riuscito. Non ci sono riuscito perchè siamo stati tutti dei pasticcioni: il Governo che sembrava non si volesse decidere, noi che eravamo sul chissà, forse, adesso no, chissà domani... E alla fine è andata a finire che mi sono dovuto prendere tutte le colpe". Anche nei confronti del Governo, il presidente di CdA di Grossalp e Carì 2000 ritrova la fiducia venuta meno: "Io avevo pregato il governo di non tenere tutti noi operatori sospesi a un filo. Avrebbero perso credibilità. Ma ora basta con le polemiche tra me e il Consiglio di Stato. Qui non ci sono conti da regolare. Bisogna guarare avanti, in modo positivo".p.d'a.

Frapolli :se non l'hai ancora fatto non dimenticare la fattura al negozio pf.
Qualche commento a caldo da TIOBLOG

nerone avete tutti perfettamente ragione, m NOI cittadini contribuente sciatori abbiamo anche la possibilità ed il dovere morale di boicottare totalmente questi impianti! Tanto con 20 /30 minuti in più di auto arrivi a laax -flims , savognin o altre stazioni che sono mooolto meglio di Airolo e paghi anche di meno la giornaliera!

(24.09.2008 - 19:34)
maya Bella schifezza... Noi dobbiamo stringere la cinghia e voi fate il bello e brutto tempo. Io non finisco neanche la 2 settimana del mese e voi sperperate soldi.... Poi dicono che la MAFIA è in sicilia !!!

(24.09.2008 - 19:33)
bigman Avanti così......fra un paio d'anni altri buchi nelle casse, altri pianti grechi per gli impainti che non reggono e altri soldi mangiati "in buona fede" da chi amministra e via....il popolo ticinese ha proprio il governo che si merita....... dicev a il grande Totò: 2 chi amministra, amminestra e si pappa tutto il minestrone"......apr ire gli occhi...!!!

(24.09.2008 - 19:29)
curzio Ci credo che Frapolli gioisce! Riceve altri bei soldoni pagati da noi contribuenti! Anch'io sarei contento se ricevessi un po' di soldi dal Cantone... Speriamo che almeno paghi il conto alla bottega di paese! Che vergogna, che schifo!

IL NULLA NON PUO' VINCERE!!!


Aiutatemi a vincere contro il Nulla. Senza di voi non posso far nulla,

fate spaziare la vostra fantasia...

Gambarogno
La Storia Infinita
Fantasia è in pericolo
ed il misterioso male, detto il “nulla”, che ormai da tempo ne sta devastando le terre. del Gambarogno,
il Nulla (das Nichts) è il "non luogo" per eccellenza. Un luogo che è quasi un personaggio: entità fluida in espansione e movimento, avanza inesorabile ed inghiotte porzioni sempre maggiori del Gambarogno. Chi si avvicina ai suoi confini sente la spinta irrefrenabile a buttarvisi dentro e solo con un grande sforzo di volontà ci si può allontanare; molti esseri viventi vi si precipitano dentro volontariamente, spinti dalla propria mancanza di speranza.
l'inviato di coloro che hanno deciso di distruggere la regione tramite il Nulla, spiega la sua natura: "il Gambarogno muore perché la gente ha rinunciato a sperare, e dimentica i propri sogni, così Il Nulla dilaga, poiché esso è la disperazione che ci circonda. Io ho fatto in modo di aiutarlo, poiché è più facile comandare chi non crede in niente"
Il Nulla è effetto (e concausa) della passività: quando si guarda al suo interno si prova una terribile sensazione di svuotamento e di attrazione verso di esso. Gli abitanti che entrano nel Nulla passano nel mondo degli Uomini, ma solo sottoforma di menzogne.

Castagnata


C'é solo l'imbarazzo della scelta .


Il 5 ottobre Castagne per tutti i gusti ,da nord a sud del Gambarogno

Impianti di risalita. Niente soldi a Bosco e Carì per l’inverno.

Impianti di risalita. Niente soldi a Bosco e Carì per l’inverno.
Settembre 24, 2008 · Oggi il Consiglio di Stato dovreb­be decidere for­malmente sul futu­ro dei finanziamenti cantonali agli impianti di risalita. Un orienta­mento comunque esiste già ed è stato affinato nel corso della sedu­ta di ieri, sulla base del rapporto commissionato alla società spe­cializzata Grischconsulta AG. Stan­do a q­uanto anticipato da Tele Ti­cino l’ Esecutivo intenderebbe con­centrare gli aiuti in ambito inver­nale alla stazione di Airolo, men­tre Bosco Gurin otterrebbe soste­gno solo per l’attività estiva. Anche Carì non dovrebbe più ricevere aiu­ti per fa­r funzionare gli impianti du­rante l’inverno, mentre per quan­to rigua­rda l’estate l’ Esecutivo nu­tre ancora riserve.Secondo l’emit­tente di Melide infine il Governo si sarebbe diviso sulla manovra fi­nanziaria, con i due rappresentan­ti liberali- radicali rimasti in mino­ranza a difenderla. Stamane i cin­que consiglieri di Stato torneran­no a riunirsi con l’obiettivo di tro­vare un compromesso.

da ticinolibero

Da Tsi
Il governo ticinese ha discusso dei finanziamenti per assicurare la riapertura delle stazioni turistiche invernali. Dopo il rapporto di una società di consulenza grigionese, si è giunti sostanzialmente a un compromesso decidendo di riproporre i contributi elargiti l’anno scorso alle stazioni di Airolo, Bosco Gurin e Cari. I finanziamenti ricorrenti sono assicurati solo per Airolo (stazione di interesse cantonale) mentre per Bosco Gurin e Cari verrà versato un credito ponte di 1,5 milioni unicamente per il biennio 2008-2010.

martedì 23 settembre 2008

MONDIALI STRANI?


Ciclismo

CM, Dopo Cancellara anche Kirchen rinuncia Il lussemburghese Kim Kirchen ha rinunciato a disputare la gara in linea dei CM di Varese perché non si ritiene sufficientemene in forma.

TICINO

via i SUV


TICINOI Verdi: "Per una migliore qualità dell'aria, è ora di intervenire"Nonostante la qualità dell’aria sia migliorata negli ultimi vent’anni, essa risulta ancora insufficiente per alcuni parametri molto importanti. Il problema, spiegano i Verdi del Ticino, riguarda soprattutto i nuovi agenti inquinanti, la cui concentrazione è aumentata negli ultimi decenni e non accenna a diminuire. Dunque, secondo il partito ecologista, è venuta l'ora di agire.



BELLINZONA - La scorsa settimana il Dipartimento del territorio ha comunicato che la qualità dell’aria in Ticino è migliorata molto negli ultimi 20 anni, ma "quello che ci si è dimenticati di sottolineare - scriveno oggi, in un comunicato stampa, i Verdi del Ticino - è
Foto cortina(claudio)
che questi miglioramenti sono in gran parte daattribuire a misure tecniche vincolanti adottate negli anni ’80, come la marmitta catalitica sulle autovetture o l'obbligo per l'industria petrolifera di ridurre il contenuto di zolfo nell'olio combustibile, una misura che permise di salvare i boschi dalle piogge acide".
I Verdi si dicono ovviamente soddisfatti di questi importanti risultati, "frutto di un'epoca in cui la volontà politica di tutelare l'ambiente era forte", ma scrivono nella nota che "nel frattempo, purtroppo, questa volontà politica sembra essere venuta meno".
Situazione ancora difficile
"Analizzando con un po’ di attenzione i rapporti sulla qualità dell’aria dal 1995 ad oggi - spiegano gli ecologisti - ci si accorge che la tendenza delle concentrazioni di ozono, polveri fini e diossido di azoto è nella migliore delle ipotesi stabile. Le flessioni annuali sono da ricondurre a situazioni metereologiche più che a decisi interventi politici. Nonostante le continue e tranquillizzanti assicurazioni del Dipartimento del Territorio sui miglioramenti negli ultimi anni, la qualità dell’aria in Ticino rimane problematica".
"È ora di intervenire"
I Verdi chiedono dunque, nella nota stampa, di attuare misure sistemiche, preventive e incisive per migliorare finalmente la qualità dell’aria in Ticino anche per gli inquinanti di nuova generazione. "I limiti delle blande mezze misure fin qui intraprese in merito sono sotto gli occhi di tutti", denunciano i Verdi, che spiegano: "L'aria è tuttora inquinata. A rimetterci, naturalmente, è la salute della popolazione ticinese".
E dunque il Partito ritiene che sia "giunta l'ora di affrontare il problema con serietà e giudizio, senza paura di mettere in atto misure vincolanti, anche drastiche, magari inizialmente impopolari (come furono all’inizio quelle applicate negli anni ’80 e che oggi danno frutto) ma che, nel medio-lungo termine, possano realmente riportare i valori entro i limiti previsti dalla legge a beneficio di tutti".

Aldi nel mirino dell'OCST, Ceruso: "Vogliamo vedere i contratti o sarà battaglia"

Finalmente un nuovo negozio!
QUARTINO Anche in Ticino Aldi, il discount internazionale a gestione familiare






Tipress / Benedetto Galli
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QUARTINO - Aldi sbarca in Ticino. Due nuovi anelli "ticinesi" della catena di discount tedesca tra le più grandi del mondo, si aggiungeranno alle 75 filiali già operative in Svizzera. A Quartino fervono i preparativi. Tutto deve essere pronto per giovedì mattina, 25 settembre alle ore 8.00. I clienti saranno ricevuti con un omaggio floreale e per chi lo vorrà, un piatto di risotto ticinese. L'apertura di Aldi in Ticino introduce una nuova filosofia di vendita alle nostre latitudini. Con il motto "Massima qualità a prezzi costantemente convenienti in favore del consumatore" Aldi punta sulla semplicità, la vendita di marche proprie e la standardizzazione. L'assortimento e la qualità dei prodottiSono 1000 i prodotti di fabbisogno quotidiano che il cliente può trovare sugli scaffali e nei banchi frigo, in piani di superficie e punti vendita dal profilo architettonico uguali in tutta Europa. "Grazie alla nostra esperienza - ha spiegato Sven Bradke, portavoce di Aldi Suisse - il tutto è stato standardizzato. Dalla distribuzione dei prodotti al modello architettonico dei nostri punti vendita, dalla disposizione dei prodotti alla scelta dei fornitori (che comunque devono rispettare i requisiti di alta qualità), Aldi riesce a conteneri i costi. Il tutto a beneficio dei consumatori". Consumatori che, secondo Aldi, possono comunque trovare, sugli scaffali e sui bancali, prodotti di alta qualità. Come ha riportato K-Tipp, la rivista di lingua tedesca specializzata nella difesa dei consumatori, i prodotti Aldi ricevono valutazioni da buono a molto buono. Il personale L'apertura di Aldi in Ticino non ha mancato di suscitare accese discussioni politico-sindacali anche in Ticino. La questione del personale è stata affrontata anche dalla Lega lo scorso anno, inoltrando al Consiglio di Stato delle interrogazioni. Preoccupazioni sono state espresse anche dai sindacati svizzeri. "Il fattore di successo di Aldi è la qualità del personale. Personale con esperienza, capace e motivato. Qualità queste che vengono compensate con una retribuzione al di sopra della media nazionale nel settore". Così Sven Bradke, che ha spiegato ai giornalisti, nonostante Aldi non preveda contratti collettivi di lavoro, compensa i propri collaboratori con buoni condizioni sociali e salariali. Inoltre Aldi non assume personale interinale, ma assume persone che poi forma, dando possibilità di crescita professionale: "la nostra azienda è familiare" - ha aggiunto infine Bradke. Un'azienda familiare con oltre 7.500 punti vendita in tutto il mondo e un fatturato, nel 2004, di oltre 37 miliardi di dollari.


Aldi nel mirino dell'OCST, Ceruso: "Vogliamo vedere i contratti o sarà battaglia"

CLAROIl Municipio dice no all'aggregazione "Riviera+"


CLARO - Il Municipio di Claro non intende proseguire la propria partecipazione al progetto di aggregazione "Riviera+". La decisione, presa in seguito alla valutazione dei contenuti del rapporto relativo all'ipotesi di aggregazione, è basata sulla mancanza di elementi tali da suscitare una forte adesione al progetto da parte della popolazione, né capaci di modificare in maniera sostanziale i destini del comune, a maggior ragione - sottolinea il Municipio - perché già oggi gli abitanti di Claro
intrattengono rapporti privilegiati con
foto tipress
l'agglomerato di Bellinzona.

Nell'ambito di un'eventuale futura aggregazione - si legge ancora nel comunicato - il Municipio intravede in un legame con Bellinzona la soluzione migliore, considerati i rapporti che già attualmente intercorrono tra il comune e la Città. L'attuale progetto di aggregazione Bellinzona nord necessita però di ulteriori approfondimenti, che Claro s'impegna a voler portare a termine nell'ambito di una serie di incontri che proporrà al Municipio di Bellinzona.

Bellinzonese

tanto per cambiare


da patti chiari tsi


Segreti in bottiglia - In onda il 3/10/2008 (Caso)
La denuncia era partita da una famosa rivista specializzata francese: “troppi pesticidi nei vini”. Il nettare che noi gustiamo troppo spesso nasconde segreti che il consumatore non può conoscere.Utilizzati nelle vigne per combattere malattie e muffe, questi prodotti finiscono poi nella bottiglia, ma non sfuggono alle analisi. Patti chiari ha fatto analizzare diversi tipi di vini provenienti da tutto il mondo, ed ovviamente anche dalla Svizzera e dal Ticino. Tutti prodotti acquistati nei nostri negozi, specializzati e non. Ebbene, i vini ticinesi sono tra quelli che contengono più pesticidi. Tutto nel rispetto dei limiti legali naturalmente, ma il cocktail di residui solleva parecchi interrogativi. Si potrebbero usare meno prodotti fitosanitari? Con quali conseguenze? E poi ci sono i trattamenti in cantina, dove si opera con solfiti e altri prodotti. Tutto in regola?I risultati delle analisi, il commento degli specialisti, gli esempi di chi prova a fare una produzione bio e i consigli ai consumatori, con tanto di degustazione in diretta, nella puntata del 3 ottobre.

NESTLÈ


Siamo sicuri che i nostri bambini bevano latte e non melanina .

Latte alla melanina, 13mila ricoverati (La Stampa - Esteri)
21 Settembre 2008 in News
PECHINO Continua ad allargarsi lo scandalo del latte alla melamina: sono circa 13.000 i bambini (OGGI 25000)ricoverati in Cina dopo avere ingerito latte contaminato e un caso è stato segnalato ad Hong Kong, dove sono stati anche effettuati controlli su prodotti della multinazionale svizzera Nestlè. L’agenzia Nuova Cina ha riferito che, secondo il ministero della Sanità, nel paese sono ormai 12.892

lunedì 22 settembre 2008

l'angelo della morte quasi ultimato


Giubiasco: quasi ultimato il gigante dei rifiuti
È la struttura più grande del Ticino. Quasi ultimati a Giubiasco i lavori di costruzione dell'impianto cantonale di distruzione dei rifiuti. Rispettati i tempi di realizzazione. L'apertura il primo gennaio 2010.


Lavoro assicurato anche per il centro oncologico di Bellinzona,purtroppo l'avidità di certi le pagano le prossime generazioni


Premessa sugli inceneritori:- causano tumori- danneggiano l’agricoltura e gli allevamenti- fanno crollare il valore delle case dove sono costruiti- non sono necessari. da beppe grillo


Lettera al gruppo operativo ambiente e salute da BiologoMarco Rudin
campagna polveri finiBuongiorno Dr. Jermini, ciao Marco Pons, (copia per conoscenza a
dss-dir@ti.ch)prendo spunto del vostro recente comunicato stampa sulle polveri sottili http://www.ti.ch/CAN/argomenti/Comstampa/archivio/2006/2006-11-29-DSS-01.pdfper chiedervi di valutare se prendere misure immediate a tutela della salute per quanto concerne il costruendo forno a griglia di Giubiasco.Oltre ad essere superfluo (brucera' 140'000 tonn/anno mentre ne importeremo dall' estero 640'000 tonn/anno ed i rifiuti prodotti ogni anno diminuiscono costantemente), piu' inquinante di in impianto di smaltimento di rifiuti allo stato dell' arte, tre volte piu' costoso e con costi di gestione esageratamente alti sempre paragonati alle alternative (p.es. impianto meccanico-biologico), il "termovalorizzatore" e' pericoloso per la salute.Uno dei problemi causati, che vi prego di confermare o smentire, e' che raddoppia le morti per cancro nei bimbi nel raggio di 5 km.Ulteriori info:http://marcorudin.wikispaces.com/28basta e http://28basta.wikispaces.com/Poi c'e' il problema delle nanoparticelle che non possono essere filtrate con la tecnica odierna. Queste particelle penetrano nel nostro ciclo alimentare. http://28basta.wikispaces.com/ciboNell' attesa di valutare il rapporto:GLI EFFETTI SULLA SALUTE DEGLI INCENERITORI DI RIFIUTI, 4° Rapporto della Società Britannica di Medicina Ecologica, Moderatori: Dr. Jeremy Thompson e Dr Honor Anthony,nell' attesa delle verifiche sulla pericolosita' delle nanoparticelle e nell' attesa della decisione del TF si dovrebbero fermare provvisoriamente i lavori con urgenza.Grazie e cordiali saluti.Marco Rudin,Tesserete.coordinatore aggiunto Partito Umanista della Svizzera italiana, "Ticino Pulito", membro Associazione Agenda 21 locale Capriasca, membro "28 inceneritori bastano", membro comitato referendario contro lo spreco di 35 mio. di soldi pubblici per l' energia fossile "no gas".--
Che cosa sono
Gli inceneritori o termodistruttori sono impianti di smaltimento di rifiuti che bruciandoli ne riducono il peso ed il volume.
Che cosa producono
Circa 1/3 in peso dei rifiuti in entrata si ritrova a fine ciclo in forma di ceneri, ma come la fisica insegna "niente si crea né si distrugge, ma tutto si trasforma", così la parte della materia che non si ritrova in uscita viene emessa nel corso del processo.
Che tipo di inquinanti producono
La formazione delle sostanze inquinanti, emesse in forma solida e gassosa da un inceneritore, dipende da diversi fattori quali: la tipologia del rifiuto trattato (composizione chimica), le condizioni di combustione e quelle operative dei sistemi di abbattimento degli inquinanti.
Le sostanze chimiche emesse dal camino di un inceneritore comprendono: composti organici del cloro (diossine, furani, PCB - policlorobifenili), IPA (idrocarburi policiclici aromatici), VOC (composti organici volatili), elementi in traccia (piombo, cadmio e mercurio), acido cloridrico, ossidi di azoto, ossidi di zolfo ed ossidi di carbonio. Molti di questi composti si disperdono in atmosfera insieme alle polveri, alle ceneri di fondo (che si depositano alla base della caldaia durante il processo di combustione) e alle ceneri volanti (perché non trattenute dai sistemi di filtraggio aereo).
Le caratteristiche degli inquinanti
Molti composti emessi da un termodistruttore sono persistenti, cioè resistenti ai processi naturali di degradazione, bioaccumulabili, perché si accumulano nei tessuti degli animali viventi trasferendosi da un organismo all'altro lungo la catena alimentare (fino a giungere all'uomo) e tossici, in quanto sono sostanze che per inalazione, ingestione o penetrazione cutanea possono comportare patologie acute o croniche fino a poter determinare la morte dell'organismo esposto.

Progetti per il Piano di Magadino

Progetti per il Piano di Magadino
Ad un anno dalla bocciatura della Variante 95, il comitato che si era opposto prepara una festa, indicando due priorità: trovare una valida alternativa e realizzare il Parco del Piano di Magadino.

CADENAZZO/GUDO

CADENAZZO/GUDOAl via mercoledì i lavori sulla strada Cadenazzo-Gudo


CADENAZZO/GUDO - A partire dal 24 settembre, sul tratto di strada Cadenazzo-Gudo inizieranno i lavori previsti nell'ambito dell'accordo concluso negli scorsi mesi tra il Cantone e comuni proprietari, mirato a un miglioramento della sicurezza.
Il Dipartimento del territorio spiega che si inizierà con la preparazione e la posa della nuova segnaletica che prevede la riduzione della velocità a 30 km/h sul cavalcavia FFS in territorio di Cadenazzo e l’introduzione di un limite di 2 metri per la larghezza dei veicoli.
A partire da domenica sera 28 settembre e per quattro notti consecutive si procederà poi con la posa delle barriere di sicurezza a lato delle rampe del cavalcavia FFS.
La strada rimarrà chiusa al traffico in corrispondenza del cantiere dalle 19.00 alle 05.00. L’accesso ai residenti sarà garantito da Gudo e dalla stazione FFS di Cadenazzo e sul posto vi sarà la segnaletica di deviazione. I lavori si concluderanno entro i primi dieci giorni di ottobre, salvo imprevisti di ordine meteorologico

Ascona pensa al secondo porto ,noi dobbiamo ancora vedere i progetti del primo!!!!


ASCONA Tre milioni di franchi per far posto agli yacht

ASCONA - C'è carenza di attracchi per le barche tra i 16 e i 20 metri. Un problema sentito in tutta la Svizzera e al quale ad Ascona hanno deciso di porre rimedio. Tra pochi giorni aprirà infatti il cantiere, dal costo non indifferente ma sostenuto dal Patriziato attraverso il Club Nautico, per trasformare in realtà il progetto dell'archiretto Peter Pisoni. Dal prossimo mese di maggio il la nuova struttura, in parte fissa e in parte galeggiante, potrà accogliere otto yacht di grandi dimensioni. Non si tratta però di un solo ampliamento per accogliere imbarcazioni più grandi ma anche di una modifica dell'entrata che sarà più centrale rispetto all'attuale ed eviterà così i problemi legati al moto ondoso.La notizia riportata oggi dal Giornale del Popolo rivela un secondo interessante aspetto del progetto asconese. Oltre alla modifica della struttura è prevista la costruzione di tre isolette a ridosso della riva che offriranno riparo alla Litorella, una specie vegetale quasi estinta.Foto apertura: Ti-Press Samuel Golay

Gli imbecilli:li avevo avvisati,ora hanno un volto


Non é bastato avvisarli in tutte le salse,lo scrivano e gli storta cartelli ,hanno un volto.
Per ora non possiamo dire di Più ,visto l'inchiesta é in corso .
Si sa solo che due non sono di Gerra ,e uno fa il pendolare .Nessuno fa parte del patriziato.
a dire il vero non bisognava essere scienziati per capire chi fossero ,il problema era dargli un volto.Ora ce l'hanno.
vi avevo anche detto che il loro compagno era il fiasco,non avevo sbagliato
seguono dettagli.......

domenica 21 settembre 2008

Botelon ,Festa della birra

Tra Botelon e festa della birra ,qualcuno ci spieghi che differenza c'é



haia arriva la censura?


Ticinolibero.ch da fastidio a qualcuno? La Regione Ticino rifiuta la nostra pubblicità.
Settembre 20, 2008 ·
Come sosteneva l’imprenditore statunitense Henry Ford (1863-1947), la pubblicità è l’anima del commercio e questo lo affermano anche moltissimi professionisti del Marketing. Sennonché il commercio a volte si scontra con logiche a noi sconosciute. Lo scorso mese, intenzionata a far maggiormente conoscere il piccolo portale al pubblico, la redazione di Ticinolibero.ch aveva richiesto il costo per pubblicare un banner pubblicitario da inserire nella prima pagina de La Regione Ticino. Già le prime avvisaglie presso lo sportello della Publicitas a Locarno non lasciavano intendere nulla di buono, con la gentile impiegata che osservandoci con aria stupita affermava candidamente “certo che la tolla non vi manca”.
Tantè, abbiamo sorriso, consci delle critiche che a volte indirizziamo al quotidiano bellinzonese, ma del resto i nostri collaboratori si dilungano anche in piacevoli chiacchierate con il vice-direttore Aldo Bertagni, quando le conferenze stampa si dilungano all’inverosimile nei corridoi di Palazzo delle Orsoline. Superato lo scoglio Publicitas, che come sappiamo detiene il monopolio pubblicitario dei quotidiani ticinesi, (sia chiaro che non è un cartello, è unicamente la sola azienda che detiene questi diritti. Un po’ come quelli del calcio in Italia). Superato lo scoglio di Publicitas, dicevamo, tutto sembrava proseguire liscio e l’investimento per la pubblicazione del banner non era nemmeno troppo oneroso, considerato che sarebbe apparso in prima pagina accanto alle previsioni del tempo. Ma le sorprese non erano ancora finite. Trascorse un paio d’ore, riceviamo una telefonata che ci annuncia che la nostra pubblicità non è stata accettata.
“Troppo politico il nostro sito” ci viene comunicato. Non credendo alla storia del troppo politico, vogliamo informarci meglio e un nostro collaboratore telefona alla signorina Rauck a Bellinzona, la quale ci conferma che effettivamente l’Editore ha scelto di non pubblicare annunci politici in prima pagina - anche se Ticinolibero.ch parla di cultura, sport, cronaca e molte altro - Pareva dunque avessimo proprio capito male, non era una sorta di stop al nostro sito, che non veniva preso di mira intenzionalmente, ma si trattava invece di una scelta che adottavano da qualche anno e che sembra veniva applicata a tutti.
Non avevamo certo motivo di dubitare di una simile giustificazione, del tutto legittima, ci mancherebbe. Sennonchè, veniamo a scoprire che è la seconda volta, con l’edizione de La Regione di oggi, che la pubblicità di Opinione Liberale appare proprio accanto alle previsioni meteo. Vuoi vedere che Opinione Liberale non è più l’organo ufficiale del PLRT? Vuoi veder che parla di tutto tranne che di politica? Insomma è lecito esprimere qualche dubbio al proposito. Il portale Ticinolibero.ch da fastidio? Oppure si ritiene che non faccia parte dell’ambiente dell’informazione? Malgrado ciò, proprio nei giorni scorsi l’amministratore del portale ci aveva informati che a causa dei numerosi accessi al sito era stato obbligato a modificare il server per evitare un intasamento della rete. Bene, anzi benissimo, la gente ci legge sempre di più. Siamo criticoni è vero, ci piace criticare, mica lo neghiamo, ma lo facciamo con cognizione di causa, con una verve ironica e mantenendo il rispetto, sempre, senza mai insultare nessuno. Spesso siamo in contrasto con le idee politiche del governo, ma forse che alla Regione Ticino questo non accade?
Dubitiamo che i motivi per cui il nostro banner pubblicitario era stato rifiutato siano stati quelli presentati. Pensiamo invece che chi oggi non appartiene all’elite difficilmente trova spazio sui quotidiani ticinesi, soprattutto se questi quotidiani intravedono un possibile concorrente. La pluralità delle opinioni rimane un accessorio che molti preferiscono non includere nei loro mezzi di comunicazione.
La RedazioneRavelli B
Ciao Ticino libero ,cosi va il mondo .
Pensa tu che nel mio piccolo ,racconto balle e news del Gambarogno ,come meglio riesco",le rappresaglie non si fanno attendere neanche qui.
Come diceva mio nonno ,mai dire la verità in pubblico se non vuoi pagare con rappresaglie di basso livello.
comunque insisti, noi ti leggiamo anzi prendiamo anche qualche articolo, ciao a presto
red. voce del gambarogno

Terza lega: il momento d'oro del Gambarogno

il mattino

sabato 20 settembre 2008
Oggi e domani quinta giornata del torneo. Una sola formazione resta a punteggio pieno, grande la lotta nel gruppo 2.
Era rimasto a lungo nel limbo, prima per via del turno di riposo da osservarsi e poi per i continui rinvii dovuti al maltempo. Quando ha potuto iniziare a giocare, tuttavia, il Gambarogno ha macinato farina in quantità: non solo tanto da ritrovarsi al comando del gruppo 4, ma addirittura di essere l’unica formazione a punteggio pieno nell’intera Terza lega del calcio regionale di cui si apre questo pomeriggio il quinto turno.
I recuperi disputatisi in settimana non hanno risolto granché a beneficio di chi stia cercando i nomi delle candidate alla promozione: nel girone autunnale, una sorta di qualificazione al “vero” campionato che si dipana tra primavera ed estate, i giochi diventano del resto chiari solo tra la 10.a e la 12.a giornata, quando un possibile aggancio all’ultima posizione utile si trasforma in questione di vita o di morte. Per il momento si considerino solo alcuni aspetti: solo tre squadre (BogliaCadro, Osogna e Sant’Antonino) non sono ancora riuscite ad andare a punti, e per quanto riguarda il Sant’Antonino vi è l’attenuante delle sole due gare all’attivo; sei sono le imbattute, e nessuna di esse frequenta il gruppo 2 guidato virtualmente dall’accoppiata Ravecchia-OsLusiadas ma nel quale almeno cinque compagini sono allineate a pari possibilità; sette in tutto le formazioni che non hanno ancora spuntato una vittoria, ed il loro numero potrebbe ridursi ad un terzo nel turno che si apre oggi.
Il programma. Gruppo 1: Paradiso1-MelìMorcò (oggi, ore 20.00); Porza-Cademario (domani, ore 16.00); Pura-Rapid Lugano1 (domani, ore 16.00); riposa il SavosaMassagno1. Gruppo 2: Ravecchia-MagliasoVernate1 (oggi, ore 18.30); Rancate-Os Lusiadas (oggi, ore 20.00); BogliaCadro-Coldrerio (domani, ore 15.00); riposa la Campionese. Gruppo 3: Pro Daro-Someo (domani, ore 10.00); TeneroContra-Azzurri Biasca (domani, ore 15.30); Contone-Drina Faido (domani, ore 16.00); riposa l’Osogna. Gruppo 4: MonteCarasso-Gambarogno (oggi, ore 18.30); Minusio-Sant’Antonino (oggi, ore 19.30); ValleMaggia-Malvaglia (mercoledì, ore 20.00); riposa il Lodrino.
Le classifiche. Gruppo 1: Rapid Lugano1 10 punti; SavosaMassagno1 7; Porza 6; Cademario 5; Paradiso1 2; Pura, MelìMorcò 1 (Porza, Cademario, Pura, MelìMorcò una partita in meno). Gruppo 2: Ravecchia, OsLusiadas 7 punti; Coldrerio, MagliasoVernate1 6; Rancate, Campionese 4; BogliaCadro 0 (Coldrerio, MagliasoVernate1, Rancate, BogliaCadro una partita in meno). Gruppo 3: Drina Faido 10 punti; Azzurri Biasca 7; Contone 6; TeneroContra 4; Someo 3; Pro Daro 1; Osogna 0 (Someo due partite in meno; Azzurri Biasca, Contone, TeneroContra, Osogna una partita in meno). Gruppo 4: Gambarogno 9 punti; ValleMaggia 7; MonteCarasso, Minusio, Malvaglia 4; Lodrino 3; Sant’Antonino 0 (Sant’Antonino due partite in meno; Gambarogno, ValleMaggia, MonteCarasso, Lodrino una partita in meno).

Coppa Davis, la Svizzera nell'élite


Coppa Davis, la Svizzera nell'élite
Ottenuto il terzo e decisivo punto contro il Belgio
20.09.2008, 18:30 Alla Patinoire di Malley, davanti ad un pubblico in visibilio, la Svizzera ha ottenuto il terzo e decisivo punto contro il Belgio, che le vale il passaggio nel Gruppo Mondiale, nell'élite del tennis.
Dopo le vittorie nei singolari venerdì, i nuovi campioni olimpici di doppio Federer-Wawrinka hanno vinto per 4-6 7-6 6-3 6-3 contro la coppia Rochus/Malisse. Messi in difficoltà nel 1° set, i due rossocrociati hanno faticato anche nel secondo, vinto poi al tie-break (8-6). Belgi in crisi nella 3a e 4a frazione, dove un Federer in gran forma ha trascinato il compagno alla vittoria.

venerdì 19 settembre 2008

Giampiero Gianella presidente della Conferenza dei Cancellieri di Stato

da tionline
BELLINZONA - Il nostro cancelliere di Stato, Giampiero Gianella, è stato eletto Presidente della Conferenza dei Cancellieri di Stato per i prossimi quattro. Gianella succede a Beat Husi, cancelliere del Canton Zurigo in occasione della Conferenza dei cancellieri che si tiene oggi e domani a Liestal, capoluogo del Cantone di Basilea Campagna.Giampiero Gianella, da trent’anni attivo presso l’Amministrazione cantonale e da quindici nella funzione di Cancelliere dello Stato, siede nel Comitato direttivo della Conferenza dal 2000.La Conferenza dei Cancellieri si occupa in particolare di difendere e coordinare gli interessi dei cantoni nell’ambito delle competenze delle Cancellerie di Stato e di promuovere i contatti, la cooperazione e gli scambi di informazione con la Confederazione nei settori di competenza della Cancelleria federale (nb la Cancelliera ed i Vicecancellieri della Confederazione sono membri di diritto della Conferenza dal 1900) e di cooperare attivamente con le istituzioni intercantonali ed in particolare con la Conferenza dei Governi cantonali e gli istituti universitari.Essa fu costituita nel 1900 a Zurigo ed è composta dai Cancellieri dei 26 cantoni, dalla Cancelliera e dai due Vicecancellieri della Confederazione e dal Segretario generale del Principato del Liechtenstein.

Annata magra per i fungiatt ticinesi, ma le multe sono già scattate


da ticinonline

Keystone / Arno Balzarini
BELLINZONA - Non si prospetta una grande annata per i cercatori di funghi. L'autunno 2008 sembra regalare poche soddisfazioni, per ora, ai 'fungiatt' ticinesi e lombardi. Oltre ai riscontri avuti da chi, camminando nei boschi ticinesi nei giorni scorsi, è rimasto a mani vuote, oggi abbiamo avuto conferma dell'annata, per ora nera, da Paolo Poggiati, a capo dell'Ufficio della Natura e del Paesaggio. Come? Semplicemente grazie alla constatazione del numero di cercatori di funghi colti in flagrante dalla ventina di guardiacaccia cantonali durante il periodo di divieto di raccolta, che quest'anno è valso dal 7 al 13 settembre compresi e, in generale, dei fungiatt multati per avere raccolto più dei tre chili di funghi permessi. "Premetto che per il momento è un po' presto per tirare le somme, perché di solito, le segnalazioni di infrazioni arrivano dai guardiacaccia con diversi giorni di posticipo, diluendosi fino alla fine del mese - racconta Poggiati che aggiunge - Per il momento abbiamo ricevuto due segnalazioni, una per il superamento dei limiti dei tre chili, l'altra per aver raccolto dei funghi durante il periodo di divieto". Poggiati tiene a precisare che questi dati, positivi, oltre all'annata poco fertile, sono dovuti alla campagna di informazione del Cantone: "Il limite è stato introdotto nel 2001 e posso affermare tranquillamente che negli ultimi anni c'è più consapevolezza dell'esistenza di questo divieto e, di conseguenza, si fa un po' più attenzione. Infatti, se nei primi anni erano in tanti a non essere al corrente del divieto, oggi riceviamo molte telefonate e richieste di informazioni, anche dall'Italia". Che sia un'annata fiacca, lo dimostra anche il fatto che l'unico cercatore di funghi multato in Valle Morobbia, aveva con sè sei chilogrammi di funghi: "Non un quantitativo eccezionale" ha commentato Poggiati. Durante lo scorso autunno, in Ticino sono state una decina le infrazioni. Poche se si considera che negli anni scorsi, soprattutto quelli di "vacche grasse", o meglio di cestini pieni, si sono registrate fino a 70 infrazioni: "Dipende dalle annate - ha spiegato il capo dell'Ufficio - Nel 2005 per esempio, anno con molti funghi, abbiamo registrato più infrazioni". "A volte, quando si trovano tanti funghi - aggiunge Poggiati con una battuta - non è sempre facile resistere dal coglierli". Tentazione comunque che può costare caro: nel periodo di divieto di raccolta, il cercatore che viene colto anche solo con un fungo in mano, prende una multa di base di 200 franchi, 50 franchi per ogni chilo ulteriore raccolto. Nel periodo di raccolta permesso invece la multa base è di 100 franchi se si superano i tre chilogrammi permessi.p.d'a.